ON HIATUS ♥

Buondì belle personcine, so che non mi faccio viva da un tempo che potrebbe essere stimato con una cifra pericolosamente simile all'infinito, ma ahò, il mondo va così.
Pensavo che fosse anche doveroso dare notizie della sottoscritta, e così... eccomi.
Ordunque, causa folle caduta fuori dal fandom (dal fandom, sì, però alcuni dei gruppi che ascoltavo prima li ascolto sempre e comunque - non tutti, però, lo ammetto), ho abbandonato il blog da un po' e lasciato fanfiction alquanto incompiute.
Se c'è qualcuno che è interessato al fandom jpop (ebbene ssssì), mi trovate su http://okuribi-dreams.livejournal.com , soliti scleri e solite fanfictions, semplicemente ho spostato l'oggetto delle mie attenzioni.
Altrimenti, be'... un salto qui ogni tanto lo farò ancora, più che altro a dare una letturina veloce ai commentini.
Le fanfictions che ho lasciato incompiute (e non ricordo se ne ho lasciate incompiute altre, parlo soprattutto di Ashita wa seiten naare e 13, ma se ce ne sono altre ricordatemele pure n_n la vecchiaia si fa sentire) le finirò, PRIMA O POI, giusto perchè non mi piace lasciare cose incompiute. Quale vi interessa di più? Fatemelo sapere, se avete voglia, così mi concentro prima su quella e cerco di dare una forma ai miei pensieri - il fatto che magari io non ascolti più gli alice nine. non vuol dire che non voglia finire quella fanfiction, ecco, ci tenevo.
Per il resto, non so ç_ç siate felici, io sono felice. ♥ E che gli occhi storti e l'espressione poco sveglia di Jin vi benedicano.

♥ A bite to all ♥ e a presto! (forse)


OkuRibi
giovedì, 15 gennaio 2009 alle 16:13

avete commenti (6)?


Fetish

"Fingerò che tu mi abbia appena detto che le mucche hanno imparato ad andare a comprare l'insalata al mercato, invece di dover brucare l'erbetta attorno alle loro stesse merde."

Ah, com'è bello iniziare con le frasi ad effetto! Che io stia tornando cinica come un tempo?
Ammetto che in questo periodo non mi dispiacerebbe affatto, ma il cinismo non è fruttuoso, come si nota dal mese e più di assenza totalmente ingiustificata (...periodo esami?) dal blog. Non ho scritto niente ( *lancia una pantofola a forma di fungo a Tarochan perchè stia in silenzio e non spifferi che in realtà ha scritto e anche tanto* ) quindi non avevo molto da postare, se non quelle piccole oscenità chiamate "feticismi", che probabilmente posterò comunque, tanto per non lasciare qui tutto troppo vuoto.

Mi è stato detto che forse qualche buon'anima leggerà il post fino alla fine solamente grazie alla frase ad effetto iniziale ù_ù che ammetto, fu una perla di genialità che ruppe un momento non poco catartico, giusto perchè sappiamo tutti che le mucche prima o poi dovranno pur imparare a comprare l'insalata al mercato... e la gente dovrà pur imparare a tacere sugli argomenti di cui non sa una cippa coff coff coff. Ok e su questo cala un dignitoso silenzio. Dicevo. Spero che grazie alla frase ad effetto inziale, qualcuno legga questo post altrimenti inutile quanto l'esistenza di quegli insetti arancioni stupidi che sbattono contro ai vetri e si rincoglioniscono, cercando un significato alla mia interessantissima introduzione.

Che ne è stato della mia vita in questo ultimo mese...? Mah, son stata da miyavi innanzitutto... E' stato un concerto bellissimo, non come quello dell'anno scorso in verità, ma grazie a dio molto più tranquillo, visto che non ho dovuto lottare troppo per tenermi in vita, nè fare troppa fila (grazie ç_ç ne ero terrorizzata). Forse che le crucche han ormai capito che il mercato dei nippochecche canterini ormai nel loro paese è avviato? Sarà, speruma bin. Mi sarebbe piaciuto godermi di più tutto quanto, sia il concerto sia il soggiorno lì a Colonia, peccato che mi sia toccato partire malata T_T e vabbè, il Taro si ammala a turno quand'è in trasferta. Ho parlato per tre giorni come un trans o, a scelta, come una centralinista delle hotline, ma non è stato bello tentare di urlare YORKEEE (andatevi a cercare chi è, eretici! ù_ù) con il filino di voce che avevo... In ogni caso concerto magnifico, striscione magnifico, notte in aeroporto magnifica, anche giorno da Anna post-concerto magnifico. Solo che non mi va tantissimo di raccontarlo, chiedo immensamente perdono! Probabilmente sul livejournal farò un resoconto più decente, quando qualcuno *guard Anna* mi passerà le foto. Se non avete il link, tanto è lì a lato, se non mi avete friendata, fatelo ò_ò

Poooi... Sara ha fatto la maturità e mi son chiesta per tutta la durata del suo orale come facesse a respirare con una maglietta così accollata (!) e come facesse a parlare senza infilarci un minchia di tanto in tanto, eri così carina amore ç_ç sembravi una personcina così fine... E, per rimanere in tema di successi, la mia amica Reena, ovvero Caterina ma è una lunga storia, si è laureata in chimica, in tre anni esatti, con 110 lode e menzione e anche una fetta di culo no eh! °_° Vabbè, ovviamente suppongo sia stata bravissima, suppongo perchè non capivo una ceppola di minchia di quello che esponeva della sua tesi, ma lo diceva con taaanta sicurezza ♥ era così caReena quando parlava di quelle cose inquietantissime! Giovedì 24 sera vado alla sua festa di laurea, l'ennesima sì, ma dopo questi tre anni si merita di festeggiare per tre mesi di fila... E insomma, anche le altre ragazze del suo anno (che poi hanno un anno in più di me, chissà come mai della mia ex scuola mi sento solo con loro), si stanno laureando più o meno, Clea addirittura a Dresda... Ed ecco, mi sono messa a pensare. A me non farebbe schifo per niente andare in Germania a prendere la laurea della triennale, anche solo fare sei mesetti lì a dare gli ultimi esami e poi finire lì... E con una laurea di Dresda mi sarebbe molto più facile fare la specialistica anche in Giappone, che con una laurea a Torino. Però ç____ç aaaah... *una donna in crisi*

E poi che altro ho fatto della mia vita? Ho studiato, fin troppo per i miei gusti, ho tenuto i bambini, DECISAMENTE fin troppo per i miei gusti, ho guardato drama (mai abbastanza ♥). A proposito di drama... Ne! Non è che mi abbia detto granchè il famoso spoileratore folle del post precedente, che approdò anche su altri blog... Tesoro XD quella era una fine un po' scontata per quel personaggio, non ti pare? Lo si capisce da più o meno la prima puntata che va a finire così... In effetti Last Friends lo guardavo per colpa della mia totale adorazione per Ruka... e per Ogurin, sì. ò_ò Un personaggio così privo di attributi, di coraggio, così succube di chiunque gli dica cosa deve fare... è perfetto. E' perfettamente realistico, più che altro. Peccato che la fine del drama mi abbia delusa un po', pazienza. Ancora a proposito di drama, ci tengo a precisare che adoro Haruma Miura, e che non potrebbe fregarmene di meno se adesso va di moda ù_ù se ho buon gusto non è colpa mia.

Voglio tantissimo che esca il DVD dei Gazette... e voglio ancora di più che esca il singolo. Perchè non mi spoilerate questo nei commenti, maledetti? Mi rendereste molto più felice, accidenti! Comunque, per il DVD devo aspettare ancora pochino, poi finalmente posso andare da Anna e vederlo da lei ♥ e poi, se dio vuole, mare ♥ anche se mi toccherà per forza passare dal paese di mio padre nei giorni clou delle feste, e, Dio, fa che non ci sia il proibizionismo anche quest'anno o mi suicido veramente! T__T
Buhuhuhu mi sono rotta le palle di scrivere!

Valgono gli stessi warnings di prima, leggete prima il significato del feticismo, se vi disturba o simili, evitate di continuare! I nomi dei protagonisti non compaiono mai, quindi sono a vostra discrezione.

CHOREOPHILIA
(Eccitazione data dalla danza, dal guardare il partner danzare o dal danzare al solo scopo di raggiungere l’orgasmo.)
La tua è un tipo di sensualità tutta femminile, morbida, lenta, ammaliante.
È un tipo di sensualità che al pubblico non sarà mai dato di vedere, quando rotei il bacino lentamente sfiorandoti il petto con quelle mani sottili, mordendoti le labbra al brivido sottile che ti coglie quando ti sfiori da solo l’anellino metallico stretto al tuo capezzolo.
Quando alzi il volume al massimo, guardandomi e ipnotizzandomi, i tuoi occhi sono quelli di un serpente.
E quando cammini verso di me, ti piace ballare, ti piace urlare, alzare la musica al massimo e godere appieno del fatto che le nostre pareti sono insonorizzate, non solo per quando suoniamo.
Oh, no, decisamente non solo per quando suoniamo.
Quando ti premi contro di me, sento le lente rotazioni del tuo bacino mandarmi i brividi lungo la colonna vertebrale, le tue braccia attorno al mio collo, la pelle nuda contro la mia.
Il lieve sapore di sudore mi si scioglie sulla lingua, il sapore di te, quello che ormai conosco così bene.
Lo stesso sapore che sento ogni volta che sei sotto di me, succube e sottomesso ad ogni mio desiderio, e mi chino, e ti assaggio, ma no, ora non è quel caso.
Ora sei tu il padrone, sei tu a muoverti sensualmente contro di me, ballando, stai solo ballando, eppure i tuoi movimenti sono talmente sensuali, talmente mirati a ricordare un atto sessuale che bramiamo entrambi, che non possono fare a meno di eccitarmi.
Mi eccito, e ti spingo contro il muro, ti sollevo sull’amplificatore e sono impaziente, dio, sono così impaziente.
Così impaziente quando ti guardo distenderti, sollevare il bacino al ritmo di una canzone le cui note ormai sono morte nei tuoi gemiti lievi, ora sei tu la mia musica.
Bevo dalle tue labbra la canzone che intoni quando io suono questo delicatissimo strumento che è il tuo corpo bianco, e ti porto su di me, possedendoti, impaziente di vederti danzare solo per me.

KATOPTRONOPHILIA
(Eccitazione data dagli atti sessuali davanti ad uno o più specchi.)
La superficie dello specchio è liscia, riflette la mia intera figura, dopotutto è quella la sua funzione, riflettere.
I miei occhi sono talmente lucidi dal piacere, però, che quando mi avvicino ad uno specchio vedo la sua superficie incresparsi, in piccoli cerchi concentrici che si allargano, lentamente, come quando viene gettato un sasso in una pozza d’acqua.
Capisco che è solo la mia immaginazione a giocarmi questo scherzo visivo, nel momento in cui inarco la schiena al contatto delle mani fredde attorno alla mia vita, sporgendomi, posando le mani sulla superficie fredda dello specchio dalla sorpresa.
Sollevo lo sguardo, oltre la mia spalla due occhi nerissimi cercano i miei, sondano il mio corpo, nudo, completamente nudo, spingendolo sino a premersi contro la superficie riflettente.
È fredda, mi tendo quando i brividi mi percorrono il ventre, il contrasto con la mia pelle bollente di eccitazione non ancora soddisfatta mi portano ad inarcare la schiena, incontrando dietro di me un altro corpo nudo, eccitato, premuto contro il mio, ed un sussurro sporco al mio orecchio.
“Voglio scoparti ora, contro lo specchio. Per farti capire perché ogni volta che ti vedo riesco a pensare solo a questo. Fottutissimamente solo a questo. Scoparti.”
Mi mordo le labbra per non gemere, so che non posso farlo, non in questi momenti.
Nemmeno quando le dita umide mi violano, nemmeno quando le sento muoversi velocemente sino a farmi sfocare la vista, nemmeno quando le mie unghie graffiano lo specchio, mandandomi i brividi per tutto il corpo allo stridio che ne consegue, no.
No, nemmeno quando mi premo contro lo specchio, muovendomi, dando sollievo alla mia eccitazione, strofinandomi contro la mia immagine riflessa, provocando ansiti bassi e profondi dal mio amante, che senza attendere oltre scivola dentro di me.
“Questo è ciò che amo vedere. Che amo immaginare. Io che scopo te. E tu che ti strofini contro un altro te stesso, identico, ugualmente scopabile. Che ti strusci sino a venire, macchiando di bianco il tuo stesso ventre.”

ODAXELAGNIA
(Eccitazione data dai morsi, dal mordere o dal venire morsi dal proprio amante durante l’atto sessuale.)
Ti sento ancora dietro di me, il mio fedele amico di innumerevoli notti di passione, ormai sciolta e consumata sul nostro corpo, in tracce che spariscono in fretta, sin troppo in fretta, a nascondere il mortale peccato di cui ci macchiamo ogni volta che lasciamo che i nostri corpi si incontrino.
Ti sento ancora dentro di me, dolce dolore che mi riempie i lombi, spaccandomi i fianchi di brividi intensi che si propagano nel mio corpo insaziabile, tu troppo bramoso per soffermarti a pensare al mio dolore, tu già così esperto da conoscere così bene ogni parte del mio corpo.
Tu che mi conosci così bene da capire al primo sguardo di cosa ha bisogno il mio corpo, che si offre nudo in pasto ai tuoi occhi smaniosi di me, così perfetto da sapermi sfocare la vista d’eccitazione e farmi dimenticare tutto il dolore che provo, il fuoco che mi invade il petto alla consapevolezza del mio peccato.
Come quando i tuoi denti perfetti affondano nella mia carne, assaggiando il sapore della mia pelle intrisa di eccitazione, il lieve odore di ferro che mi solletica l’olfatto e piccole gocce di sangue sporcano la mia pelle bianchissima, su cui attraente spicca il segno della tua passione.
Sollevo la mano portandola alle tue labbra, tu fedele amico di peccaminosa passione che affondi dentro di me, distraendomi dal dolore con altro dolore, mordi e succhi le mie dita e in meno di pochi secondi davanti a me è tutto bianco, è tutto rosso.
Bianco il colore che stendi sul mio corpo come opera di un artista, rosso che si mescola ad esso, scendendo dalla mia spalla violata dall’attimo di passionale delirio.


...Nya!
Ah! Come dite? Che non vi ho spiegato il significato della frase iniziale? Ahh, c'est la vie!

Sayounara Onigiri! ♥♥♥


OkuRibi
giovedì, 17 luglio 2008 alle 21:12

avete commenti (8)?


Quando uno non sa che dire, finisce per dire cose che non dovrebbe dire. Coff.

Ammetto e faccio ammenda, che ultimamente non sto guardando più di tanto il blog di splinder.
Mi è più comodo sclerare in pace sul livejournal, dove so che certe persone possono leggere e altre no, dove scrivo in inglese se mi va e in italiano se non mi va. E soprattutto che posso aggiornare anche dal cellulare quando sono in pullman a non fare niente, e non devo aspettare tempi morti...
Tutto questo per dire cosa?
Che sì, ogni tanto mi ricordo ancora dell'esistenza del blog °o° per quanto questo accada con crescente bassa frequenza, almeno ultimamente. E sto continuando a scrivere, sono però in periodo esami e non ho poi tutta questa voglia di sedermi al pc a deprimermi per un'oretta buona per l'ennesima review (chissà perchè sto dimenticando l'italiano, poi...) di un capitolo che ho finito da un pezzo. Per non rendere del tutto vano questo già di per sè inutile post, forse potrei postare un paio di quelle cose... quelle drabbles pornografiche sui feticismi. Ma vedrò. Ci penserò.

Come al mio solito, ho un sacco di cose da dire e non voglio dirne nemmeno una.
Il mio primo pensiero va a renato, che no, non è il mio ragazzo e no, non è nemmeno una persona in verità. Sul sesso maschile ho i miei dubbi, ma all'anagrafe dicono di sì, per lo meno, questi due magnifici ragazzi dovrebbero essere maschietti. RenxYamato sono bellissimi, sono due bulletti che mi danno taaante tante soddisfazioni, sono gheissimi e si buttano l'uno sull'altro per difendersi e... ♥♥♥ sono stupendi, basta. Gokusen 3 è stato ciò che ha chiaramente decretato la fine dei miei giorni da brava studentessa, incollandomi davanti al pc a guardare tutte le puntate sino ad ora uscite (anche senza sottotitoli, sì, ancora meglio), alternandole con altri drama che mi hanno preso tantissimo, ma ammetto che considero solo un riempitivo della mia vita con renato. SONO TUTTE BALLE, COMUNQUE, EH! Soprattutto perchè sto adorando anche Last Friends (che è un drama depressivo e simbolico che mi fa impazzire, frigno ad ogni puntata e amo la sigla, la canto a squarciagola svegliando i vicini, giuro) e Zettai Kareshi (che per mia fortuna è più leggero di Last Friends, ma Hayami Mokomichi è la cosa più tenera del mondo ♥) - e sto iniziando ad adorare follemente anche Osen (Uchi ♥ NON DITEMI NIENTE DI MALE SU UCHI!) e Rookies (Anna te possino... non me ne bastavano quattro eh?). Sì, STO GUARDANDO MILIARDI DI DRAMA, IN CASO NON SI FOSSE CAPITO.
Ho anche guardato un film che si è conquistato il mio amore a soli dieci minuti dall'inizio, con protagonista Ren di renato (ormai non ha più un nome quel drama, coff), ovvero Haruma Miura, la mia recentissima, MAGGIORENNEGRAZIETANTE, ossessione. Koizora dura più o meno due ore e un quarto, e vi giuro che sono due ore e un quarto di tenerissimo fluff e agghiacciante sofferenza, visto che finisce in modo terribile, inaspettato e terribile, e tutto ciò che uno riesce a rispondere non appena finisce quel film è "Ma non vale". Vale invece, vale anche la pena di quattro o cinque pacchetti di fazzoletti, perchè Haruma e Yui Aragaki sono così dolci e meravigliosi che basta riguardare l'inizio del film per sentirsi di nuovo in pace con il mondo intero. Ecco. E poi, volendo, è diviso in due cd, se uno vuole un lieto fine non troppo lieto ma abbastanza realistico, può fermarsi al primo cd. Se uno vuole la cruda realtà e scoprire perchè le cose sono andate come sono andate, lo vede tutto e passa un'ora intera a piangere come me. Yeah.

Il mio lunghissimo blateraggio su film e drama nipponici però non è tutto nella mia vita, ve lo giuro °__° Intanto, voglioandareavedereisubsonicavoglioandareavedereisubsonica, non sono ancora sicura di poterlo fare e potrei essere molto molto molto interdetta in caso non ci riuscissi. Tra pochissimo!!!♥♥♥ vado a vedere miyavi che, come tradizione vuole, va scritto esclusivamente in fucsia. Per l'occasione ho i capelli quasi identici a quelli di Ruki nei servizi nuovi dove sembra un moccioso delle medie con la divisa troppo grande, spero mi scambi per lui e mi importuni con un naso di gomma. Le ciocchine biondebionde non mi rimarranno per molto sulla testa, grazie a dio, se ne andranno presto sostituite da un colore non meglio identificato che andrà dal rosa al rosso acceso, sì, mi ostino a usare le tinte a sorpresa della manic panic che cambiano a seconda del tuo umore, probabilmente. Se mi vedete rossa, vuol dire che sono incazzata, ne!

Sono abbastanza fiduciosa però, visto che stanno succedendo un fottio di cose che dovrebbero farmi incazzare come una biscia e invece mi fanno solo ridere come una iena (o era il contrario? no, tutto sommato non credo che le bisce ridano - e mi inquieterebbe se lo facessero).
Adoro *ironia* il fatto che il fandom italiano di jrock sia così universalmente pazzoide e privo di senso da tirar su guerre infinite persino se quattro poracci si vestono a festa e si improvvisano niubandtroppovisualcioè. E i forum blog siti anti-questoequello non faranno che accrescere la fama già spropositatamente alta di questi individui che, secondo me, meritano anche una sonora pacca sulle spalle per il coraggio che hanno avuto, dato che, impavidi, si sono messi in braghette con la speranza nel cuore di somigliare magari più ad Asagi che a Priscilla (la regina del deserto, ovviamente). Adoro l'altrettanto universale maturità nell'affrontare questioni come la musica, scagliandosi e facendo volare insulti nemmeno si trattasse di una dichiarazione di guerra - come se poi a sti poracci giapponesi gliene importasse qualcosa se scriviamo sui nick di msn "tizio, amo la tua voce più di ogni altra cosa al mondo" o "tizio, hai un pene enorme". Anzi, considerata la loro sessualità (♥se non ci metto qualcosa di ghei non sono più io), penso sarebbero più spaventati dalla prima che dalla seconda affermazione. °_°

Chi nei commenti mi scrive la cosa più volgare vince!!

Sayounara onigiri! ♥♥♥

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CHI MINCHIA HA SPOILERATO LA FINE DI LAST FRIENDS NEI COMMENTI? O_O
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OkuRibi
venerdì, 13 giugno 2008 alle 21:44

avete commenti (29)?


Perchè prima o poi dovrò pur aggiornare...

...E sì, per quanto mi riguarda optavo per il "poi", ma Daniela, Elisa, Sara e PERSINO ANNA, hanno aggiornato prima di me, quindi... <.< me tocca.
Ogni volta che apro splinder mi passa la voglia di aggiornare, in verità, anche se avrei tante... ma tante cose da dire. Sul serio.
Non so assolutamente se andare in ordine cronologico o meno, ma sinceramente mi fa una fatica bestiale andare in ordine cronologico ♥ quindi si vada per il mio tanto amato ordine sparso, altrimenti detto ad minchiam (perchè fare il classico mi sarà pur servito a qualcosa).

Per prima cosa, i SubsOnicA. Grazie a loro, grazie perchè sono capaci di arrivare sempre nel momento in cui ho più bisogno di loro. Grazie per questi dodici anni e grazie anche per i prossimi dodici, perchè davvero sono cresciuta insieme a voi (o siete forse voi che mi avete cresciuta?), perchè ieri sera ho sentito gli stessi brividi che sentii anni fa, ascoltando per la prima volta Preso Blu, grazie per la vostra famiglia. Grazie perchè spero che, qualunque problema possiate avere in questa famiglia, vi basti tornare a Torino, e sentire quanto vi amiamo, per risolvere qualunque problema, e rimanere insieme per sempre.
Ho letto i commenti sul concerto, appena tornata a casa, senza voce e con le ginocchia distrutte. Ho letto di lacrime versate da chi non può vedervi una volta ogni tre mesi come me, ho letto di ringraziamenti, ho letto di sorrisi a quelle parole sbagliate, ho letto di una passione che solo un gruppo come il vostro riesce a raccogliere. Ho letto anche di vite che si sono riprese grazie alla vostra musica, e ho trovato quei racconti così dolorosamente vicini a me, che non ce la farei nemmeno a pensare di poter andare avanti senza di voi. Quindi non fate i coglioni, e suonate per sempre.
Grazie per Strade. Mi avete fatto piangere (ancora), bastardi.
E Grazie anche per quel bacio, ne! Io lo sapevo che in fondo vi amate ancora, coff.
E un grazie speciale ai miei fanciullini adorati che erano con me ieri sera ♥ vi amo tanto, lo sapete, vero?
(Amore, metà luglio a milano? Sì, ci sto! XD Spero di aver già finito gli esami però, perchè non sono così sicura...)

Poi... il 30 aprile, 1, 2, 3 e 4 maggio. Suono monotona se dico di nuovo GRAZIE? XD Siete le idiote della mia vita, voi ♥ e quei giorni mi mancano tantissimo. Non vedo davvero l'ora di poter rimanere un po' di tempo con voi, TUTTE INSIEME, cazzo... E odio anche il fatto che ho aggiornato così tardi, perchè tutte le sensazioni, che comunque sono nitidissime nel mio cervello inutile, mi stanno dicendo che alla fine non servirebbe a molto scriverle per filo e per segno, perchè tanto voi lo sapete benissimo che vi amo. ù_ù
Perchè la Taroreunion è davvero necessaria ogni tanto, perchè noi quattro siamo così magnifiche insieme ù_ù che tutti dovrebbero inQUInarsi alla nostra magnificenza, soprattutto della nostra manipolatrice Dany, ovvio ♥ perchè se non ti idolatrassi ogni tanto che succube sarei? XD

 

E ò_ò si prega di ignorare la mia coscia. Ecco. Madrrre ma perchè kurisuto non ci sei mai nelle foto? Vabbè... qui ci sono anche papi, piccola zia, moglie e Rinnola T_T oltre ad un quarto di Tarochan, quindi la posto anche se c'è una coscia di troppo (la mia).

Anna è venuta da me poi, è stata fino al 4 T_T e poi me l'hanno portata via, maledetti! *se la prende con cose invisibili* Di quei giorni conservo un buffo ricordo... che trasmetterò a voi tramite frasi del tutto sconnesse! Non lamentatevi.
Abbiamo mangiato come degli Akanishi tenuti a dieta, abbiamo sconvolto Gio mostrandole Uruha che si pulisce le orecchie e pigolando sull'immagine come se si fosse appena scostato elegantemente i capelli dal volto (Ganniela ama le grezzate), stranamente non abbiamo bevuto, in compenso abbiamo mangiato una quantità di caramelle pari al peso di Ruki, guardato video vecchi T_T, concerti, ancora mangiato, tirato considerazioni importanti sulla vita e sulla morte (leggi: parlato di cacca, di gesù cristo e di preservativi santificati), COCCOLATO FINO ALLA MORTE IL PELUCHE DI RUKI CHE MI è ARRIVATO ED è LA COSA PIù BELLA DEL MONDO TT__TT
Ecco... Ditelo T_T Ditelo che è la cosa più carina che abbiate mai visto e che siete invidiosi e che lo volete anche voi! E' stato l'ultimo attentato alla mia poca sanità mentale, in caso ve lo stiate chiedendo.
Ora sono deficente del tutto. Ebbene sì. *gli compra le sigarette*

 

 

 

Mi sono allegramente rotta di aggiornare popolo ♥ meditavo sul se postare o meno le drabbles sui feticismi che sto scrivendo, ma sono giunta alla conclusione che non le posterò, a meno che non voglia guadagnarmi una denuncia. ù_ù
*passano trenta secondi e cambia idea*
VA BENE, MA VOI LEGGETE PRIMA DI COSA SI TRATTA! Se vi fa schifo il feticismo non leggetele per dio ò_ò non mi denunciate, non faccio niente di male, lo giuro!

AGREXOPHILIA

(Eccitazione data dall’essere guardati da altri durante l’esibizione in un atto sessuale, come la masturbazione.)

È la forma più estrema di esibizionismo, quella sporca, quella che implica necessariamente la vanità del voler mostrare ad altri il proprio corpo perfettamente adatto al venire amato.

Io ero solo la vittima, me ne resi conto quando il mio sguardo sondò lentamente quel piccolo corpo morbido e bianchissimo, compulsivamente contando e ricontando i minuti che trascorrevano, i nei che spiccavano in modo attraente sulla sua pelle bianchissima.

Per quanto muovessi le mani, non potevo far altro che sfregarle una contro l’altra, e faceva male, la corda con il quale erano legate dietro la mia schiena era stretta, e non faceva che aumentare la frustrazione sessuale che esplodeva nel mio ventre.

Il suo sguardo era dolcissimo, come sempre, quella punta d’incredibile sensualità acuita dai movimenti lenti del suo corpo, avanzava verso di me, dolce, come in una danza.

Era eccitato dal semplice fatto che fossi obbligato a guardarlo, come se avesse fatto scendere su di me una magia d’ipnosi, e dal fatto che non dovessi, non potessi toccarlo.

Si spogliava davanti a me, premendo quelle mani piccole e perfette sul suo corpo bellissimo, il corpo che così spesso era stato mio, tanto spesso che potevo intuire alla perfezione quanto calda fosse diventata la sua pelle e quanto stava pulsando il sangue nelle sue vene, anche se non potevo toccarlo.

Ero inginocchiato davanti a lui, inerme nel guardarlo darsi piacere da solo, seduto a gambe schiuse davanti a me, il mio volto all’altezza delle sue mani, esperte, ancora più impudenti di quando toccava un’altra persona.

Mi lasciai fecondare le labbra senza esitazione, accogliendo ad occhi schiusi l’unico piacere che potevo ricevere da lui quel giorno, beandomi solo della vista del suo corpo nudo, delle sue pupille dilatate di desiderio sul mio viso.

 

AMAUROPHILIA

(Eccitazione data dalla vista del proprio amante bendato.)

Guardare il mio amore mi mette i brividi.

Guardarlo muoversi, sentire il suo sguardo su di me, accorgermi di essere osservato sempre, voltarmi ed incontrare i suoi occhi nerissimi, lasciar scorrere lo sguardo sulle sue braccia, forti, sulle vene che pulsano lasciando silenziosamente scorrere il sangue sotto la sua pelle chiara, le labbra strette e ruvide da uomo, l’espressione lievemente preda della depravazione.

Adoro tutto questo, ma ogni volta cedo, ogni volta tengo da parte il mio piacere per lui.

Ogni volta abbasso lo sguardo, tenendo tra le mie mani quel pezzo scuro di stoffa, mi corpo gli occhi, lo lego dietro la mia nuca, stretto, mi oscuro la vista, mi privo della mia gioia, per lui.

Sarei un bugiardo se dicessi che non mi piace, sarei un bugiardo se sostenessi che non è vero che anche io mi riempio di un sottile e perverso piacere nel percepire il suo sguardo su di me, senza, tuttavia, poterlo vedere, senza poterlo dire con chiarezza.

Io so che non appena mi guarda, non appena nota la benda scura che mi copre gli occhi, unico pezzo di stoffa presente sul mio corpo bianco, impazzisce.

Lui adora lasciarmi completamente all’oscuro di ciò che vuole farmi, è questo che lo fa davvero impazzire.

Potermi dedicare sguardi che sondano anche i punti del mio corpo che non amo mostrare senza che io possa recriminare, farmi sentire il fruscio delle sue mani sulla stoffa facendomi capire che se ne sta liberando, ma lasciandomi con il sottile e perverso dolore di non poterlo vedere.

Non posso che immaginare dove mi toccherà, mi mordo le labbra desiderando le sue dita ferme attorno al fulcro del mio piacere, ma lui, oh, lui no, non ama accontentarmi, in questa situazione.

Lui ama stupirmi, ama toccarmi esattamente dove io non sto attendendo il suo tocco, portarmi all’esasperazione, prendermi quando ancora non sono pronto ad accoglierlo, per sentire i miei muscoli stringersi, per vedermi urlare, mordermi le labbra, le lacrime venire soffocate dalla stoffa nera che mi oscura la vista.

 

ACOUSTICOPHILIA

(Eccitazione data dagli stimoli sonori e vocali.)

Un sussurro.

Un richiamo, una parola, un sospiro, una frase, anche la più banale, un sorriso e poi l’espiro di una risata, un commento, un insulto giocoso.

Le sue labbra che si muovono ed il suono della sua voce, una richiesta di continuare, un sospiro eccitato, un ansito, un gemito, sempre più forte, un urlo ed una preghiera di non fermarmi.

Una canzone particolare plasmata dal tocco delle mie mani su di te, un altro sussurro, i gemiti che trovano un loro ritmo seguendo la danza del tuo corpo umido, quel piccolo suono di gola che fai quando non vuoi farmi capire che ti ho fatto impazzire.

Tutto questo riempie la mia mente adesso, fermandola, saturandola dei pensieri su di te, nella bruciante sensazione che no, non sono l’unico ad essere affascinato, eccitato da quello strumento potente di piacere e tortura che è la tua voce calda, in questo momento meno che mai.

Le parole di quest’altra canzone mi scivolano addosso perdendo il loro significato, come sempre quando mi concentro solo sul suono della tua voce, così profonda che mi scuote dentro, le arterie vibrano, empiendosi di malleabili sonorità obbedienti al suono della tua voce, e ciò che sento esplodermi nel ventre è solo questo, anche ora, il suono della tua voce.

Il suono della tua voce, sussurri, una parola, un sorriso ed in un istante sono accanto a te, un braccio attorno al tuo collo caldo di frenesia, ti sento fremere, morbido, sotto le mie braccia, anche ora, davanti a tutte queste persone.

Un sussurro, ti spingi verso di me accarezzandomi il lobo dell’orecchio con le tue labbra morbidissime, complici e colpevoli di quell’assassinio della mia costruita indifferenza ogni volta che sussurri, e poi sì, quel sussurro.

Ti voglio, dentro, ora.

Quel sussurro, capace di scuotermi e uccidermi e ferirmi ed eccitarmi, ancor più del contatto umido della tua lingua che sento percorrermi la pelle bollente d’imbarazzo.

Una richiesta, un desiderio, un sussurro, un ordine, al quale non posso fare a meno di rispondere con un immobile cenno, succube della vibrazione del suono della tua voce, sono tuo.

Per ora questi, poi, FORSE, ne posterò ancora.
Uhaaaa è venuto un post lunghissimo *_*
VI AMO! (quasi tutti...)

Sayounara Onigiri ♥♥


OkuRibi
domenica, 25 maggio 2008 alle 23:27

avete commenti (16)?


13 - Non piangere perchè qualcosa finisce, sorridi perchè è accaduta.

Ogni tanto mi ricordo dell'esistenza del mio blog, naa!
Credo che seguirò l'esempio di Sara amore e aggiornerò scrivendo cose senza alcun senso nè collegamento tra loro, fine!

Ricominciare a ballare è stato meraviglioso, anche se adesso mi fanno male TUTTI i muscoli, anche quelli che davvero non credo siano muscoli, e ho un paio di lividi abbastanza grossi sulle ginocchia e uno sulla coscia. Però è stato bello, riuscire a buttare fuori un po' dell'energia in eccesso che ogni tanto mi trovo e tornare a casa con un sonno incredibile, fare quattro chiacchiere e avere una scusa per guardarsi allo specchio tutto il tempo (...). Ammetto che in più di due o tre momenti mi sia sentita un po' fuori posto, ma pazienza.

Ieri sono tornata a casa così stanca che a mezzanotte e mezza ero già a letto, cosa stranissima per me, considerato anche il fatto che in teoria sarei dovuta uscire ;_; e ho dato buca perchè non riuscivo a camminare (ancora XD). Comunque ho fatto un sogno assolutamente delirante... Ho sognato che venivano gli heidi. in Italia, più precisamente in un teatro del tutto identico a quello di Venaria, ma in provincia di Verona. °° Dovevamo quindi trasferirci tutte a Venezia (?) perchè altrimenti non avremmo avuto la possibilità di vederli, perchè un sacchissimo di gente si era scoperta fan da anni (??) degli heidi. e io e Gio ci incazzavamo. °°

Poi mi sono svegliata alle tre di notte, mi sono messa i Kuroyume nelle orecchie e ho scritto per un'ora almeno, ho finito un capitolo seduta sulla lavatrice, sono tornata a dormire e ho fatto un altro sogno delirante che vi risparmio perchè era pure un bel po' pornografico, coff.

2. No llores porque ya se terminó, sonríe porque sucedió.

Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.


È durata molto, la nostra morbosa storia d’amore – dolore, può esistere una storia di dolore?

Mi risvegliai solo molto tempo dopo da quel senso di torpore dato dalle catene sempre più strette attorno al mio collo, l’inconsapevolezza chiusa nella sensazione di sicurezza che mi davano le mie stesse convinzioni, pilotate, false.

Il mondo aveva un’altra luce da quando Kouyou era nella mia vita, questo mi ripetevo, forte del mio sentimento – sincero? – tanto da autoconvincermi che prima o dopo anche lui avrebbe imparato ad amarmi.

Ciò che capii troppo tardi è che il mondo si era tinto di toni ancora più scuri, da quando lui era nella mia vita, da quando lui aveva cambiato la mia vita, la mia realtà, me.

E non avrebbe mai imparato ad amarmi, non gli sarebbe mai interessato impararlo, poiché non era mai stato un suo desiderio, sin dall’inizio.

Non riuscivo più a ricordare ciò che ero prima di conoscerlo, mi resi conto di aver annullato completamente il mio essere in favore della bella bambola dei suoi desideri, la stessa bambola che così in fretta l’aveva stancato.

Per quanto mi sforzassi di ritrovare in me quel Takanori timido ed impacciato che l’aveva attratto, non riuscivo, mi sentivo perso, davanti ai suoi occhi si innescava in me tutte le dannate volte quella sorta di malato meccanismo che mi portava a sorridergli, ad istigarlo con il corpo che ancora lo attraeva – l’unica cosa di me che ancora lo attraeva.

Fu in quel periodo che ti notai davvero per la prima volta, quel sorriso meraviglioso da ragazzo sicuro di sé che sembrava sgretolarsi nella malinconia non appena il tuo pubblico distoglieva lo sguardo, notai quella splendida maschera che sembrava celare qualcosa di ancora più incredibile.

Mi venne da sorridere, mi venne voglia di scoprirti, mi venne anche paura.

La paura di essere come lui, nel momento in cui capii che il mio sguardo aveva indugiato su quei particolari di te che non hai mai amato mostrare alle persone.

Ma, soprattutto, quel tuo sguardo così bello e così malinconico mi aiutò a capire che ognuno di noi indossa una maschera.

La mia non era stata scelta da me, era quello il motivo per cui la sentivo gravare dolorosamente sul mio petto, ma ormai era la mia maschera, lo sarebbe rimasta per sempre.

Ciò che mi restava da fare, era imparare a farci i conti, ricercare sotto il guscio di ragazzo sensuale ed impertinente ancora la mia timidezza, i miei sogni, le lacrime che ero certo mi rendessero diverso dagli altri, il mio buio che era, che era sempre stato la mia forza.

Decisi di spezzare le catene di quel padrone che era divenuto il mio oppressore, conscio del fatto che se il suo sguardo profondo avesse smesso di sondare il mio corpo nudo, vedendo solo ciò che lui voleva vedere, sarebbe stato più semplice per me tornare a tracciare le linee del mio volto, anziché quelle di uno sconosciuto dagli occhi grandi e lo sguardo languido, irriconoscibile.

Le catene le spezzai prima d’ogni altra cosa nella mia mente, volgendo lo sguardo adorante in altra direzione che non fosse quella del bel viso del mio padrone, dai tratti scuri sempre più evanescenti, che andava perdendo nitidezza nei miei disegni, sino a sparire, lasciando bianco sporco sulla tela su cui era stato la prima pennellata.

E non posso far altro che notare il tuo sguardo stupito, ora, amore, nell’apprendere che è stato grazie a te, che finalmente ruppi le mie catene.

Ancora nemmeno ci conoscevamo, eppure hai tracciato una linea così decisiva nella mia vita da permettermi di liberarmi di quel mostro che si stava nutrendo del mio cuore.

Stringendo le catene tra le mie dita così esili da essere sin troppo fragili le ho tolte dal mio collo bianco, osservando i segni scuri che ne restavano, lasciandole dietro di me con quel rumore tipico del ferro sull’asfalto caldo di sole a risuonarmi nelle orecchie.

Soffrii, per quella che speravo essere l’ultima volta.

Me ne liberai, soffrendo alla consapevolezza di essere l’unico a soffrire, soffrendo nel notare la mancanza totale di sofferenza dal suo volto, soffrendo nel sapere, nel capire, che ciò che mi apprestavo a fare non sarebbe stata una lotta, si sarebbe ridotto a quello, soffrire da solo.

Tornavo ad affondare nel torpore falsamente ed occlusamente rassicurante della solitudine, quel mondo in cui io non ero più tenuto a dimostrare niente a nessuno, quel guscio accogliente tra le cui braccia potevo dimenticare persino chi ero diventato.

Mi convinsi che non ti avrei più rivisto, che quella sarebbe stata solo una piccola parentesi nella mia vita, che il mio rapporto con Kouyou non avrebbe più avuto ulteriore influenza nel mio futuro.

Non ho mai rinnegato nulla, né mi sentirai farlo ora che conosco anche il finale di questo racconto.

Non ho mai rinnegato i sentimenti che provavo per lui, come non sono mai sfuggito alla consapevolezza che tutto il dolore sia stato assolutamente necessario, per me, per il mio cuore, per ciò che sono in grado di raccontare alle persone, ora.

Sbagli quando mi dici che vorresti assicurarmi una vita senza dolore, amore, il dolore mi è necessario per vivere, per continuare ad essere quel ragazzino perso nei suoi sogni che adori.

All’epoca, però, ero troppo giovane per capirlo, troppo ingenuo nel credere che certi avvenimenti non avessero conseguenze, troppo acerbo per capire che poteva esistere qualcuno che mi avrebbe amato, indipendentemente dalle mie insicurezze e dalle mie bugie.

Non erano passati che pochi giorni dalla mia liberazione, che già cominciai a rendermi conto del peso delle conseguenze: venendomi a mancare la rassicurante oppressione della routine, mi sentii perso, vuoto, senza alcun punto di riferimento.

Vergognandomi della mia poca tenacia, mi ritrovai a tornare indietro sulle mie decisioni, dibattendomi senza nemmeno rendermene conto, nel forte pentimento per quella semplice frase, mormorata a denti stretti, lo sguardo abbastanza basso da non riuscire a vedere la sua reazione, “Non voglio più essere la tua bambola”.

L’angoscia e la malinconia presero velocemente possesso della mia capacità di ragionare, privandomi della lucidità, la stessa che mi aveva spinto ad agire per riprendere il controllo della mia vita.

Ricordo che furono giorni folli, deliranti, confusi dalle mie fantasie, talmente nitide che, lo ammetto, tutt’ora fatico a distinguerle dalla realtà.

Quelle fantasie mi aiutarono a delineare un immagine di Kouyou differente, prima nella mia mente ed in seguito su carta, un nobile principe che in quel momento sicuramente soffriva la mia mancanza, ne ero sicuro.

Tu stesso ora puoi facilmente renderti conto di quanto fossero alterate le mie convinzioni rispetto alla realtà, falsate le immagini che mi creavo di lui, per rassicurarmi.

Mi domandavo in continuazione cosa avrei visto, se solamente avessi sollevato lo sguardo, a quella farse che in quei momenti mi sembrò dura, troppo dura.

“Non voglio più essere la tua bambola.”

Ero stato davvero io a dire quelle cose?

Ero stato io a voltare le spalle al mio amante in modo così freddo – sì, scambiai timore per freddezza – senza nemmeno sollevare lo sguardo preoccupandomi della sua reazione?

Ero davvero io il ragazzo in grado di spezzare un cuore?

Puoi ridere, amore mio, puoi ridere se vuoi, nel venire a sapere che mi dibattevo in un gorgo d’angoscia, chiudendo gli occhi e vedendo solo l’immagine falsata di un Kouyou in lacrime per la mia mancanza.

Vedendo me, in me, un ragazzino senza cuore, disfattosi del suo amante dopo essersi accorto di risplendere anche senza il suo aiuto, ero diventato questo, solo questo?

Ero così sciocco, amore, un ragazzino solo sciocco e innamorato – sicuramente – forse.

Forse ero solo sciocco, e spaventato dalla pesantezza della solitudine.

Le mie parole, sussurrate ad occhi bassi e denti stretti, a malapena ascoltate dal mio amante, anche loro si alterarono nei miei ricordi, divenendo fredde e dure, parole che non sarei mai stato in grado di pronunciare.

“Mi hai preso soddisfacendo il tuo capriccio, ora, però, sono libero.”

Non ero io, quello che popolava i miei angosciosi sogni, tanto quanto l’amante ridotto in lacrime dalle mie fredde decisioni non era Kouyou.

Era solo un trucco, sporco trucco, trappola tesa dalla mia mente volta a gettarmi nuovamente tra le sue braccia forti e fredde, trappola in cui caddi, di testa, scioccamente, inesorabilmente.

Internamente conscio che da un ennesimo dolore mi sarei risollevato con più difficoltà e meno dignità, percorsi a testa bassa il mio miglio verde, arrivando sino a lui.

Era bello nella sua sicurezza, lo sguardo alto e fiero di chi è certo di esserlo, abbastanza pieno di sé da non allontanarsi di un passo dalla corte dei suoi amici, accogliendo la mia richiesta di grazia come un adulto che accontenta il capriccio di un bambino.

Ed io, io, così triste e pentito, pregno di angoscia e con lo sguardo dolente, io che lo immaginavo morire di solitudine senza di me, senza la sua bambola, mi sentii il cuore vacillare, sentii chiaro e limpido l’istinto di scappare, scuotere il capo e scappare, prima di cadere ancora.

E tu, tu eri lì amore mio, ricordi?

Perfetto particolare di uno sfondo che si sfocava dinanzi ai miei occhi, eppure mi inibiva, eri lì alla mia frase, stupida frase ripetuta milioni di volte davanti allo specchio, stupida frase scivolata dalle mie labbra senza preavviso, dimentica di tutto ciò che avevo accuratamente scelto di dire.

“Vuoi riprendermi con te?”

E stupidi i miei recidivi occhi bassi, e la mia timidezza, eccola a tornare quando non è lei che voglio, dov’era tutta la sensualità che avevo appreso al cospetto di Kouyou?

Ed eri lì anche alla sua frase, scivolata dalle sue meravigliose labbra dal taglio impertinente, così perfetta senza bisogno di alcuna preparazione, perfetta e pronta a colpire dove doveva colpire, netta e veloce e perfetta, come uno sparo.

“Non essere sciocco.”

Lo ero, ero così sciocco, tanto da alzare lo sguardo, a sondare la sua reazione, giurandomi e ripetendomi che solo in quel modo non avrei avuto rimpianti.

Incontrai i suoi occhi nocciola, languidi e fieri, quegli occhi in grado di piegarmi ad ogni sua volontà, e fu in quel momento che mi innamorai.

Mi innamorai, sentendomi sciogliere in una sensazione calda e accogliente più della mia solitudine, mi innamorai perdutamente, consapevole di guardare negli occhi tutto ciò che non volevo, tutto ciò di cui non avrei mai più avuto bisogno.

Mi innamorai di te come un fulmine, mi innamorai vedendo ciò che tu non saresti mai stato, mi innamorai della freddezza di cui non v’era traccia nel tuo carattere, della delicatezza, della calma, della timidezza, della tua maschera che si frantumava ai miei tocchi.

Mi innamorai di te senza conoscerti, mi innamorai di te in quell’attimo senza sapere che sarebbe avvenuto davvero mesi dopo, mi innamorai di te guardando negli occhi un altro.

E sorrisi, mi venne persino da ridere, senza saperne il motivo, forse all’inconscia consapevolezza che senza le risposte dure dell’amante che non mi voleva più, non sarei mai stato in grado di innamorarmi di te, sapendo che non eri lui.

E tu, tu eri lì alla mia disfatta.

Tu eri lì alla mia vittoria.

 

 

TBC! ♥♥ Spero presto anche...
Sayounara Onigiri!  ♥ ♥


OkuRibi
domenica, 27 aprile 2008 alle 17:06

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Mah. ._.

Sorvolando sul fatto che, come al mio solito, sono in ritardo...
Mi andava di aggiornare, giusto perchè non lo faccio da una vita e mezza e non ho ancora finito il secondo capitolo di 13 per poterlo postare. Tra mezz'ora dovrei andare dai bambini, pfff, è strano da dire ma alla fine non è poi così male. Non ci sto poi così male alla fine, almeno LORO non giudicano, non sparano a raffica sulla gente che è diversa da loro, non conoscono il concetto di tolleranza perchè sono piccoli, è vero, ma per lo meno non lo calpestano.

Se non si fosse capito sono un po' incazzata in sti giorni ♥ anche se non voglio scrivere un post buonista, non vedo perchè dovrei, visto che non lo sono per niente.
Io mi incazzo e me la prendo per un sacco di cose, forse troppe, però sinceramente, se c'è qualcosa che non mi va, me ne sto sulle mie. FINO A QUANDO... Fino a quando non vedo che sono le mie cose che vengono attaccate, e allora non capisco veramente perchè la gente debba per forza prendersela con gli altri.
Mi sembra davvero che tutto il mondo si sia dimenticato spaventosamente il concetto del "vivi e lascia vivere", perchè se a determinate persone non piace o non va qualcosa, sentono il fottutissimo bisogno di esternarlo al mondo e rompere le scatole a tutti. E passi quando sento dire "non mi piace questa cosa", va bene, è giusto parlare dei propri gusti. Ma davvero quando comincio a leggere cose come "non mi piace questo e la gente che me ne parla merita di morire" o "ucciderò tutte le persone che fanno/guardano/ascoltano questo" mi si accappona veramente la pelle.
Che accidenti importa a voi di quello che fanno le persone? Vivete nel vostro mondo per dio!
Se uno ascolta un gruppo perchè il chitarrista ha un bel culo, sono fatti suoi. Se un altro lo ascolta perchè gli piace e invece secondo voi non vale niente... sono fatti suoi comunque, dio santo.
Che il calcio e la politica facciano diventare le persone cattive (e, a questo proposito... promettere di rovinare le amicizie se le persone votano diversamente da voi, non è cattiveria allo stato puro? Non mi riferisco a nessuno dei miei conoscenti, sono semplicemente "inciampata" su un blog poco fa.) ormai era assodato, ma la musica... o sono io che non capisco o la gente è impazzita davvero di brutto. Mi sentirei di optare per la seconda.

Mi dispiace per il post incazzato, non voglio creare nessuna guerra e io, a differenza di altri, non sto augurando la morte a nessuno. Perchè non è una cosa che si fa, punto. Semplicemente trovo che quando la gente si trova a doversi giustificare per quello che guarda/dice/ascolta anche con i suoi amici, ci sia qualcosa che non va, ecco. 

In ogni caso... Volevo cambiare template, perchè RUKI VERSIONE BEE HIVE è MERAVIGLIOSO anche se la gente non capisce... Però il mio pc non rimane acceso con Photoshop aperto. T_T Quindi terrò il template-pompino ancora per un po', dopotutto è da poco che l'ho messo. ♥
Ah, un'ultima cosa, senza fare nomi perchè non sono il tipo... Se non vi piace lo yaoi, perchè venite a leggere le mie storie per poi riempirmi di mp assolutamente privi di senso e sgrammaticati dove mi dite che i protagonisti delle mie storie sono eterosessuali? °-° Non è che avete qualche problema? Trovatevi altro da fare, o aprite l'Efp e cercate "gazette" che vi si apriranno una marea di Marysue dove loro stanno con ragazze. Non annoiate me perchè tanto non me ne faccio niente degli mp di gente che non ha nemmeno gli attributi per lasciarmi un commento sul blog, per dirmi che i Gazette sono etero. Nè tantomeno scriverò mai una storia dove Ruki sta con una donna perchè mi fa impressione, ne!

Sayounara Onigiri! ♥♥ 


OkuRibi
martedì, 15 aprile 2008 alle 15:27

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13 - Non passare mai del tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.

Poco fa, con Masquerade dei SADS a palla nelle orecchie (diosantissimoquantomipiacequellacanzonedio) mi domandavo come devo, esattamente, classificare il mio pseudo-blocco dello scrittore. "Tentativo di uccisione per sfinimento" al momento è l'espressione più adatta, dato che mi sono venute in mente talmente tante idee che le dita mi andranno presto in sciopero e soprattutto, porco di quel cane giuda (coff), non riesco a scriverle.
Non ci riesco proprio, tento, stendo le idee, lancio i quaderni e scrivo in pullman con le vecchine che mi spiano dalla spalla e le truzzette che mi guardano sconvolte, forse pensando qualcosa di inquietantemente simile ad un "ohmiodio, sta scrivendo anche se non è obbligata a farlo!"...ma non ci riesco. Finita una pagina la rileggo, forse mi viene anche da piangere, forse mi viene da ridere, forse scuoto la testa e mi ripeto che non ci riesco. Forse dovrei smetterla di pensarci troppo alle cose e farle e basta, ah, ma non è che sto parlando di qualcos'altro che non sia scrivere ora?
Mi consola che, come sempre, i Subsonica arrivano in un momento propizio della mia vita, domani concerto e forse mi sentirò meglio. Forse. (Quanti forse in un solo post.) (E non è ancora finito.)
Ah! Almeno una cosa esilarante ce l'ho da raccontare. Ho qualche giorno fa animatamente discusso con una cattivissima punk di ben undici anni, ovvero nata esattamente venti anni dopo l'ondata punk 77. Ho riso come quella iena idiota del Re Leone, Ed si chiamava se non sbaglio, alla frase "Io sono punk e amo Avril Lavigne. Tu lo sai chi sono i Sex Pistols? Quel Sid Viscio (...) era un dio col basso". Non me la sono nemmeno sentita di correggerla sulla Avrilla ed il presunto punk (ehi ehi you you sono proprio punk!), nè sul fatto che il buonanima strafatta Sid non sapesse effettivamente suonare un granchè, ma dio, un commento non me lo sono potuta proprio risparmiare. Il "Se ti lavi più di una volta al mese, allora non sei punk".... Perdonatemi.

Torno alle mie faccende e vi posto una capitolino, ci ho versato giù un litro di lacrime veramente, non l'ho fatto del tutto apposta.

13

 

 1. No pases el tiempo con alguien que no esté dispuesto a pasarlo contigo.

Non passare mai del tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.

 

La mia vita senza di te la ricordo come si ricorda un sogno, sfocata e vaga, fatta di racconti più che di ricordi, costellata di lacrime e indecisioni.

La ricordo come quel peso costante che sentivo nel cuore, la ricordo grazie alle parole che mi strappavi nelle nostre lunghe notti insonni, per capire qualche tratto della mia personalità chiusa, non ti sei mai arreso con me.

Anche di te mi ricordo come di un sogno, vago e confuso sullo sfondo della nostra morbosa relazione, nostra, mia e di lui.

Il tuo sorriso come in un sogno, le risate da ragazzo forte circondato di amici che lo venerano, ed io con lui, tra le sue braccia, strette attorno alla mia vita, le sue labbra così belle, così morbide, sul mio collo.

Non avermene a male se mi lascerò trasportare dai sentimenti di quella vita così diversa dalla mia, ero io, ero sempre io, piccolo e ancora acerbo di cuore, ma innamorato.

Sì, innamorato, credo, a modo mio, come può essere innamorato un ragazzino, un bambino, del meraviglioso burattinaio che lo prende con sé, plasmandolo, obbligandolo a diventare una farfalla.

Lui, il mio primo amore, il mio dolore, il tuo migliore amico.

Non puoi dimenticarlo, vero? Non puoi dimenticare che la persona che mi ha fatto diventare ciò che vedi ora è la persona che mi ha fatto più male, è la persona che è ancora con me, nonostante tutto, nonostante non possa, non voglia più avvicinarmi a lui come ho fatto in passato.

Forse fa male sentirselo dire, forse fa male dirlo a se stessi, ma cederei.

Cederei ai ricordi ancora forti e vividi, forse, cederei alla passione di un momento, forse.

Non arrabbiarti amore, è solo un forse, è quella piccola postilla che metto sempre in conto al fondo del mio cuore, pur sapendo che no, non lo farei, ho un altro filo invisibile ora, che mi tiene legato.

Ma di quel filo ne parlerò più avanti, ora dicevo, lui, il mio primo amore. Il primo.

Quegli zigomi alti e gli occhi sottili e profondi li ricordo come fosse ieri, il sorriso sornione ed i capelli morbidi e quell’aria, era così sicuro di se stesso.

Non era qualcosa che avevo mai provato, la sicurezza di sé stessi, la certezza di essere un vincente, no, era una sensazione che mi era del tutto estranea.

Io ero solo un bozzolo dal quale ero certo che non sarebbe mai uscita una farfalla, pochi sorrisi e qualche chilo di troppo, rarissime parole, non guardavo mai nessuno negli occhi.

Negli anni avevo affinato la mia incredibile tecnica del passare inosservato, mi chiudevo in me stesso sino a sparire, sì, ero davvero convinto di essere completamente invisibile agli occhi degli altri esseri umani.

Sino a quel giorno, quando quel ragazzo luminoso come il sole si avvicinò a me, il suo sorriso mi colpì, ipnotizzandomi, bloccandomi sul posto come un passerotto che non riesce a volare via, troppo terrorizzato dagli occhi del gatto.

Non mi sentivo così in trappola però, oltre al passare inosservato avevo imparato a non rispondere alle prese in giro, a quando qualcuno mi si avvicinava fingendosi interessato per poterne ridere alle mie spalle con gli amici, fiutavo a distanza quel tipo di complimenti fasulli, non rispondevo né mi abbandonavo allo sciocco sentimento di sentirmi persino… bello.

Lui era solo però, solo ed interessato a me, mi disse il suo nome con una voce profonda che non avrei attribuito ad una corporatura così sottile, sebbene io stesso non avessi una voce adatta al resto del mio piccolo e goffo corpo.

Mi prese la mano, non una stretta come quella che gli occidentali si scambiano durante le presentazioni, soppesò invece la mia mano destra nella sua sinistra, come a saggiarne la consistenza, guardandomi le dita sottili e le unghie chiare e cortissime, sorridendo alla macchia di china sul mio dito medio.

Mi chiese il nome quando non glielo dissi di mia spontanea volontà, rise al sussurro incomprensibile che ne conseguì, non ero abituato a parlare, non ero abituato a dover pronunciare il mio nome in modo chiaro e a voce alta, perché qualcuno era davvero interessato a ricordarlo.

Il suo sguardo seguì un percorso strano sulla mia figura, notando tutte le piccole imperfezioni che possono esserci in un ragazzino chiuso nella sua divisa scolastica, dalla macchia di china salì sulla cravatta annodata male, con la parte più sottile, quella che va dietro, troppo lunga, che superava la parte più spessa facendo notare la fodera scura.

Dalla cravattina a quadretti i suoi occhi erano saliti, la piega della giacca stropicciata, il neo che stonava sulla mia pelle bianchissima, il ciuffo ribelle di capelli neri esattamente al centro della mia testa, hai presente?

Quando ogni tanto mi capita di svegliarmi alla mattina con quel ciuffo che non ne vuole assolutamente sapere di stare giù, e rimane dritto, sfidando la forza di gravità.

Mi capitava anche allora, quando non ti conoscevo, mi è sempre capitato.

Sorrise a tutte quelle piccole imperfezioni, soppesando anch’esse quasi come aveva soppesato la mia mano, soffermandosi, studiandole attentamente.

Trattenni quasi il respiro, come in attesa del suo responso, ma, come uno sciocco, quando i suoi occhi tornarono sui miei abbassai istantaneamente lo sguardo, rinunciando così alla possibilità di poter leggere la sorpresa che, scoprii più tardi, vi era dipinta.

La sorpresa nel trovare attraente, affascinante, un ragazzo completamente diverso dai suoi standard, ma questo di certo non avrei potuto indovinarlo in quel momento, né, tanto meno, tenendo lo sguardo basso.

Basso sui miei disegni, il pennino che scivolò via dal quaderno cadendo nell’erba verde e ancora umida dalla notte, scoprendo corpi efebici incatenati da un’edera viziosa partoriti dalla mia mente confusa.

Kouyou aveva gli occhi profondi ed un sorriso magnifico, occhi splendidi che non facevano altro che sondare le mie espressioni, leggendovi dentro, tentando di leggervi dentro.

Ma era come leggere tra le righe di un libro ancora chiuso, non era possibile, non ancora.

Non mi lasciai scoprire in fretta, lo sai?

Non ascoltare quello che dice lui, non ascoltarlo quando dice di avermi “conquistato con due paroline ed un sorriso”, non è così.

Mi fece i complimenti per i miei disegni quel giorno, mi seguì lungo la strada per la stazione, riempiendomi le orecchie di aneddoti appartenenti ad una vita luminosa ed affascinante, così differente dalla mia.

Non sembrò davvero interessato a me, alla mia vita vuota e insignificante, al momento, l’unica cosa che ero davvero riuscito a capire di lui era che tentava, con tutto sé stesso, di rimanere impresso nella mia mente.

Non sarebbe stato necessario sforzarsi così tanto però, era già diventato la prima pennellata su una tela ancora bianca, era stato il primo a cercare in modo così palese la mia compagnia.

Non mi scoprì in fretta, forse non mi scoprì mai.

Quando tracciai il suo profilo, quella sera, ciò che ne uscì fu una serie confusa di linee nette sulla carta, il profilo del suo viso era più scuro e severo di quello che mi era apparso quella stessa mattina, le mie mani si erano mosse da sole.

Ti ricordi? Disegnavo spesso, era il mio sogno.

Ho sempre avuto sogni molto ambiziosi, troppo, come hanno sempre amato ricordarmi i miei genitori.

Prima pianista, poi illustratore, forse un po’ poeta.

Lentamente tiravo le fila di ciò che amavo fare, trovandomi discreto in tutto ed eccellente in nessuna.

Anche questo hanno sempre amato ricordarmi i miei genitori, non eri ancora arrivato tu, non mi avevi ancora spronato a sollevare gli occhi ed alzare la voce.

In quel periodo c’era lui, troppo occupato a trasformarmi in qualcosa di cui potersi vantare, plasmando sotto le sue mani grandi la pelle e la maschera di una bambola per far sì che anche gli altri vedessero la bellezza lì dove l’aveva intravista lui, no, non gli è mai bastato stringersi quell’immagine nella sua fantasia.

Lui non era come te, lui voleva esibirmi.

Ora capisci perché dico che, dopotutto, è grazie a lui se sono, se siamo qui?

Non mi ha mai esplicitamente chiesto di essere il mio amante, il mio ragazzo, il mio compagno.

Non erano termini che gli interessavano eccessivamente, ciò che importava erano le azioni, le parole, i momenti sempre più frequenti in cui la sua voglia di scoprire il mio corpo sfociava nella costrizione carnale di qualcosa che non ero pronto a cercare.

Con il passare dei giorni, il rapporto tra noi divenne più simile a quello che può avere un maestro con l’allievo prediletto, così come lui si affannava a cercare in me qualità che potessero attrarre le persone, per farmi diventare una conquista da ammirare, una preda particolarmente ambita.

Le linee scure e severe che avevano composto il suo viso la prima volta che lo disegnai si affinarono, assunsero un senso, per lo meno nella mia mente.

Sollevò il mio mento e mi spronò a camminare con la schiena dritta, mi tinse i capelli e mi truccò gli occhi, cerco di insegnarmi a fare quegli sguardi languidi che si opponevano così nettamente alla mia personalità chiusa.

Le numerose imperfezioni che l’avevano inizialmente attratto divennero delebili come la macchia di china sul mio dito medio, e le eliminò, con la medesima facilità che con un colpo di spugna, senza esitazioni nel farmi sparire dietro quel carattere affascinante che mi aveva costruito pazientemente.

I vestiti di foggia decisamente differente che aveva trovato per me si facevano sempre più spesso da parte sotto le sue carezze, passionali e mai premurose, pregne di desiderio e non di affetto.

Non mi ha mai chiesto se lo desideravo, non mi ha mai chiesto se avevo paura.

Ero diventato la bambola perfetta che aveva voluto plasmare sin dall’inizio, esattamente come una fanciulla con l’abito della festa, sacrificata proprio nel momento culminante della sua bellezza ad una qualche entità in cambio di falsa sicurezza.

Ed io, come quella fanciulla, quando mi vestii del mio abito migliore, del mio nuovo sfavillante carattere sensuale ed ammiccante, immolai la mia verginità al mio creatore, perché non s’addiceva più alla splendida bambola che ero diventato.

La timidezza apparteneva al passato, lo sguardo basso era solo di quel Takanori abilmente nascosto dal trucco scuro, che mi ingrandiva gli occhi ed affinava lo sguardo.

Ma la mia verginità, no, quella non potevamo nasconderla, dovevamo disfarcene subito.

Non ci sarà niente di tenero o sensuale in ciò che ti sto per raccontare, amore.

Non c’è nulla di tenero nemmeno per te, vero? Nulla di tenero nell’immaginarmi soggiogato dalle mani di un altro, del tuo più caro amico.

Il sesso non fu quello scontro gentile di corpi morbidi e sudati che avevo sempre immaginato, non fu il trionfo dei sospiri che naufragano nei baci, né la dolcezza degli sguardi, né le parole rassicuranti che avevo sempre sperato di ricevere.

La mia prima volta fu più quella confusione dei gesti che non ero sicuro di dover fare, l’imbarazzo nel constatare che il mio istinto non mi sarebbe affatto venuto in aiuto come ero sicuro sarebbe successo.

La situazione già di per sé difficile venne influenzata dalla mia ormai cronica timidezza, che si manifestava in quel momento nella ceca vergogna nel mostrare ad altri il mio corpo nudo, il corpo che non avevo mai amato e che, in quel momento, cercavo di coprire alla sua vista con ogni mezzo.

Lui non voleva farmi male, non voleva, te lo giuro.

I miei tentennamenti però l’hanno intimorito, è stata colpa mia, vedermi così timido, insicuro, indeciso, gli ha messo fretta, forse aveva paura che mi sarei tirato indietro.

Non l’avrei fatto, mai, i suoi occhi mi avevano paralizzato, i miei muscoli si sarebbero rifiutati di muoversi, mantenendomi inchiodato tra quelle coperte fredde, offrendo il corpo che non amavo in pasto alla sua vista.

I miei muscoli erano tesi quando entrò in me, sentii le anche ed i lombi bruciare, come attraversate da una pioggia fitta di aghi bollenti, trapassanti la mia pelle, lungo tutta la spina dorsale.

Non ero pronto a riceverlo dentro il mio corpo, non ero pronto fisicamente né psicologicamente, ma te lo giuro, è stata solo colpa mia.

I tanto agognati brividi di piacere non raggiunsero mai le parti più sensibili del mio corpo.

Finì tutto così, com’era cominciato, la sua pelle bollente contro la mia ed il suo sorriso soddisfatto, il suo sguardo profondo che vedeva in me solo un corpo da prendere, senza notare né le mie lacrime né le gocce di sangue che si mischiarono al prodotto candido della sua lussuria, macchiando la pelle bianchissima tra le mie gambe.

Quando divenni il giocattolo di Kouyou, tu eri ancora sullo sfondo della mia vita, avvolto di quell’alone di bellezza tipico di coloro che non si sarebbero mai abbassati a rivolgere la parola a me, alla bambola di un ragazzo ricco, ad un passatempo.

Sorridevi insieme agli altri alle parole che lui mi sussurrava per dimostrarvi che sapevo ancora arrossire, sorridevi e per me non eri diverso da loro, solo parte del pubblico che il mio proprietario aveva scelto per vantarsi del suo nuovo meraviglioso giocattolo, il palco che sfruttava per mettere in scena lo spettacolo delle marionette.

Il mio corpo, non più vergine, perse però ogni attrattiva per lui, una volta spogliato di ciò che l’aveva attratto in me, la diversità.

Prendendosi la mia virtù aveva completato l’opera, terminando di plasmare quella creatura ad immagine delle sue fantasie, ed il gioco lo stancò.

Non ero più il ragazzo timido cui rompere il guscio per saggiarne la dolcezza, ero solo più un bambino precoce come mille altri, che si mordeva le labbra non per smettere di piangere, ma per richiamare a sé il suo amante.

Le catene dalle quali spesso mi vedevo costretto nei miei disegni non riconducevano più a lui, al mio maestro dai tratti scuri e affascinanti, non erano più le sue belle mani curate a tenere il guinzaglio stretto attorno al mio collo, non era più per lui il mio sguardo, sottomesso, adorante.

A soggiogarmi era un’ombra scura, una presenza sempre più evanescente che cercava di allontanarmi, alla quale io rimanevo fedele come un cane cerca sempre la mano che gli ha dato il cibo, anche dopo che ha impugnato il bastone.

Il mio padrone aveva impugnato quel bastone, mi feriva e mortificava con l’intenzione di spezzare quelle catene che ci legavano.

Ed io tornavo sempre da lui, sottomesso e paziente e pronto a qualunque subdolo gioco che mi avrebbe potuto imporre, lasciandomi ferire ancora, calpestando il mio orgoglio già nullo sino a ridurlo invisibile.

Abbassavo gli occhi, fingendo di non vedere che ero diventato per lui solo uno dei tanti, il meno amato, sai?

Io ero il suo preferito, ma poi no, pretendevo troppe attenzioni.

Il mio errore è stato pretendere di essere persino amato.

Quando mi resi conto che lui non aveva mai voluto davvero essere il mio amante, avevo stretto talmente forte le catene intorno al mio fragile collo da avere la vista sfocata, non vedevo altro che lui, e mi sembrava bello come non lo era mai stato.

Lo amavo, te l’ho detto, no? Lo amavo, credo, a modo mio, lo amavo perché mi aveva aiutato a sbocciare, lo odiavo perché era tutto il mio mondo, lo amavo anche quando capii che le catene non mi sfocavano semplicemente la vista impedendomi di vedere altro che fosse lui.

Lo amavo anche quando mi sentii svenire, soffocato da quelle stesse catene, da un sentimento che non sarei mai riuscito a conciliare con la mia vita, con il mio rimanere in vita.



...t.b.c. <3

Ah... UN GRAZIE ENORME a tutte le fanciulle del Ramen Time a milano... Vi amo! <3


OkuRibi
lunedì, 31 marzo 2008 alle 22:49

avete commenti (9)?


Aggiornamento stupido per dire una cosa fondamentale.

Ora... volevo aggiornare solo per dire una cosa... Ma poi il post viene troppo corto. Quindi ho fregato un testicolo (...UN TEST PICCINO...) a Dani *-*

9 cose che probabilmente non sapete di me:
[x] Spero costantemente di incontrare i miei compagni delle medie per dimostrargli che non sono più la ragazzina sfigata che si ricordano loro. ù_ù
[x] Ho vinto centocinquantamila lire per un racconto fantascientifico sui marinai quand'ero in quarta elementare, e li ho spesi tutti per comprare dei Lego..............
[x] Fino alla seconda media avevo i capelli lisci come quelli di una giapponese. Poi, a metà di quell'anno, si sono imboccoliti di colpo e senza preavviso. =_=
[x] Alle superiori adoravo giocare a D&D solo se mi lasciavano fare la Master, per potermi inventare pericoli inquietanti. (Drag queen: un tiro di dado da 4...)
[x] Non mi piace scrivere pwp anche se lo faccio comunque, ma adoro leggere lemon spinte. *coff*
[x] Sono molto più asociale di quanto potrebbe sembrare, anche se quando non mi piace una persona questa raramente se ne accorge... Al contrario, quando adoro una persona, se ne accorge invece tutto il mondo...
[x] Tendo a fare tenerezza ai vecchi signori sul pullman, anche quando sono vestita come una pazzoide punk in libera uscita, e mi dicono sempre di fare attenzione alle cattive compagnie °_°
[x] In prima media sono andata ad un concerto dei Lunapop con due amiche, con mia sorella poveretta che ci accompagnava... subito dopo quel concerto li ho odiati a morte, perchè pensavo che dal vivo fossero proprio brutti. °-°
[x] Quand'ero piccina, mio nonno mi faceva fare il segno della croce a tavola prima di mangiare, ed io lo facevo dalla parte sbagliata tutte le volte. Non mi ha mai corretto, quindi alla prima lezione di catechismo l'ho fatto sbagliato e la maestra mi ha sgridato davanti a tutti. Sono rimasta così traumatizzata che ho smesso di andare e non ho fatto nè la comunione nè nient'altro XD

9 aneddoti sul jrock che forse non vi ho mai detto:
[x] Il mio primo amore è stato Die dei Dir en grey, ma ci rimasi malissimo perchè una mia amica lo chiamava "denti da cavallo" ç_ç (non aveva mai visto Reita ù_ù)
[x] Odio Gackt dal profondo del cuore per una serie di ragioni, la cosa più strana è che la prima non dipende da lui poraccio, ma da un vecchio gioco di ruolo. Per la stessa ragione purtroppo odio anche Toshiya XD
[x] Per un periodo abbastanza lungo non sopportavo le ff su coppie canon, prima su tutti AoixUruha e DiexShinya, ma le leggevo comunque, mentre amavo le UruhaxRuki. Alla ReitaxRuki ci ho sempre creduto da quando ho visto la foto in cui Reita prende in braccio Ruki (buhuhu pensa che ernia ç_ç solo per amore si farebbe una cosa simile...) però non leggevo molte ff su di loro, non so perchè. °-°
[x] Odio dal profondo del mio cuoricino tutti coloro che dicono che i Gazette siano nati come band che copia i Dir en grey, e soprattutto che Ruki copi Kyo. (qui quoto Dani, ma d'altronde abbiamo un solo neurone, quindi ù_ù ) Non è perchè io sia una fan dei Gazette "sempre e comunque", perchè invece ammetto tranquillamente che alcune canzoni siano spudoratamente ispirate ai SADS, vedi "Carry" che è spaventosamente simile a "Sherry".
[x] Non seguo i Dir en grey da non so quanto tempo. Dell'ultimo singolo ho ascoltato solo una canzone, e l'ultimo album l'ho sentito solo una volta. Mi dispiace perchè erano uno dei miei gruppi preferiti, ma non ne posso più della maggiorparte delle loro fans, oltre al fatto che fanno un tipo di musica che non mi attira più molto.
[x] Non ho mai detto in giro di essere una delle sue più grandi fans nè mi sono mai iscritta ad alcun forum su di lui, ma possiedo una quantità incredibile di cd di miyavi e conosco a memoria tutte le sue canzoni, dalle più vecchie alle più nuove, semplicemente perchè è l'unico che riesco ad ascoltare quando vado a correre.
[x] Da ottobre del 2007 praticamente non ascolto altro che non siano i Gazette e i SADS, persino l'album nuovo degli alice nine. l'ho ascoltato credo non più di due o tre volte. E questa ossessione non mi preoccupa per niente, no.......
[x] Ho una passione indecente per i gruppi che tendono ad essere cagati da poche persone, vedi i Kra. Infatti ho passato mesi ad intasare il blog di Yasuno di commenti sotto diversi nomi per convincerlo che gli europei li amano, e, ironia della sorte, quando in Europa ci sono venuti davvero, non sono potuta andare. *fa i cerchietti frignando nell'angolino*

9 lamentele jrock più o meno note:
(di solito sono tanto per il "vivi e lascia vivere" maaa... mi impegno.)
[x] Odio la diatriba fangirl vs antifangirl, perchè a mio parere siamo tutte entrambe le cose, quindi vorrei smetterla di sentire gente che se la prende per nulla.
[x] Odio che a venire a sapere certe cose mi trovo a dare ragione a quelli che non vogliono concerti in Italia, perchè se Mana in non so quanti anni di carriera ha avuto un abito strappato solo qui, è perchè siamo proprio cafoni. Lo odio soprattutto perchè in molte discussioni mi sono battuta tante volte perchè la gente capisse che avere dei concerti in Italia non sarebbe male per niente... ma vengo a sapere queste cose e soffro.
[x] Odio non avere abbastanza soldi o tempo per andare a vedere tutti i gruppi che amo all'estero però T_T
[x] Odio quelle persone che pensano di essere fans migliori di altri. Non esiste il modo giusto o sbagliato di amare un gruppo come non esiste un modo per essere il fan migliore. Penso che nessuno abbia il diritto di dire a qualcun altro "non hai l'approccio giusto a questo gruppo", perchè se qualcuno vuole avvicinarsi per un testo, per una foto, perchè uno è figo o perchè gli piace come porta i capelli è ESATTAMENTE la stessa cosa, se il risultato finale è che si arriva ad amare quel gruppo. E non importa nemmeno se li si segue da 6 mesi, 2 anni o 6 anni, tanto non dà assolutamente nessun privilegio, ve lo assicuro.
[x] Odio la gente che dice che Ruki canta senza emozione e che tenta di copiare Kyo ma non ci riesce! Sì, lo so che l'ho già detto, ma per prima cosa non so più che scrivere e poi odio molto molto questo genere di persone, ecco.
[x] Odio non saper che scrivere °-° Uhm... Odio il fatto che siano così fighi e così gay allo stesso tempo? :D NON E' VERO, QUELLO LO AMO.
[x] Odio le prosciutte tedesche alte 2 metri e 10 che mi hanno schiacciato in fila da miyavi.
[x] Odio la tizia accanto di me che mi diceva di stare ferma al concerto dei Gazette °-°
[x] Non so che scrivere basta T_T non torturatemi, non sono una persona jrock-lamentosa, ognuno faccia quello che vuole, che diavolo. *si arrabbia*

9 aspetti del jrock che amo:
(non generalizziamo u_u diciamo 9 aspetti dei gruppi jrock che amo...)
[x] Per prima cosa la musica, ok, perchè ci sono certe canzoni che riescono veramente ad entrarmi nel cuore al primo ascolto, come pochi gruppi o artisti solisti riescono a fare.
[x] I musicisti, perchè riescono ad essere persone vere con alle spalle una vita non tutta rose e fiori, ma lo ammettono senza vergognarsene.
[x] I testi, perchè alcuni sono veramente magnifici. E non sono le solite canzoncine "te-amo-non-mi-lasciare" in cui a volte ricadono i gruppi occidentali, ma affrontano anche temi seri, come l'abbandono, l'aborto, il suicidio. (Ruki ti amo ç_ç)
[x] Lo spettacolo, perchè alla fine sul palco è questo che riescono a fare, dare spettacolo in una maniera incredibile, facendoti sentire che non lo fanno solo perchè è il loro lavoro, ma proprio perchè gli piace.
[x] I valori che riescono a trasmettere a volte, come la capacità di andare sempre avanti anche quando sono stanchi morti, e il continuo affetto che si dimostrano aiutandosi l'un l'altro...
[x] I vestiti, il trucco e i capelli, perchè ci mettono tantissima fatica ad essere come appaiono a noi, quindi mi sentirei una merda se non li apprezzassi... COFF, NON è VERO, è PERCHè SONO PROPRIO FIGHI.
[x] La sensazione che trasmettono a volte che ogni fan per loro sia importante, come quando Ruki ai concerti raccomanda di fare attenzione nel tornare a casa, e Reita chiede di continuare ad andare ai loro concerti e di invecchiare con loro ç_ç
[x] Il fatto che a volte siano incredibilmente stupidini T_T perchè sono un amore, mi fanno sorridere tantissimo e mi fanno tornare il buonumore, soprattutto quando fanno i maiali l'uno con l'altro T__T
[x] Il fatto che ringrazino sempre, le persone che sono andate ad un concerto, le persone che hanno comprato un loro cd, le persone che li sostengono anche semplicemente con un'email ogni tanto.

9 canzoni jrock che amo (ciascuna dev’essere di un gruppo diverso):
[x] Juunana Sai (the Gazette)
[x] Beside you (SADS)
[x] Hai to ame (D'espairsRay)
[x] Buriki no hata (Kra)
[x] Mugen no hana (alice nine.)
[x] Itoshii hito (-miyavi-)
[x] Shiroi karasu (Kagerou)
[x] Butterfly Effect (KuRt)
[x] Mushi (Dir en grey)

9 gruppi (o solisti) che amo e perché:
(i gruppi saranno praticamente gli stessi delle canzoni di prima, pff... Le ho scelte perchè sono i miei preferiti dopotutto.)
[x] the Gazette, perchè mi accompagnano da ormai tantissimi anni, perchè li ho visti crescere e diventare sempre più bravi, perchè non mi hanno ancora mai delusa, perchè live sono magnifici, perchè la voce di Ruki è una delle cose più belle del mondo (per me eh u_u).
[x] SADS, perchè non credevo che il fangirlismo di riflesso (Ruki ti amo per questo) mi avrebbe portato ad adorarli così tanto, perchè "13" è uno degli album più belli che abbia mai sentito e perchè attendo una re-union, perchè se l'hanno fatta i Luna Sea e gli X perchè non loro, dio bono?
[x] D'espairsRay, perchè anche se non so un cavolo riguardo alle loro vite private ò_ò conosco e amo tutte le canzoni, perchè in live spaccano veramente tanto.
[x] Kra, perchè sono i miei orsetti rosa ç_ç a cui voglio tanto bene, adoro il fatto che non abbiano cambiato stile ma rimangano sempre e unicamente "Kra" anche se non attirano tantissimi fans, perchè hanno una tecnica veramente invidiabile.
[x] alice nine., nonostante sia un po' di tempo che non riesco proprio ad ascoltarli, li ho amati tanto, mi sono sbattuta tanto per loro anche quando erano in pochissimi a cagarseli, e perchè le loro canzoni dolci sono veramente tanto dolci, e spero prima o poi di riuscire ad ascoltarli di nuovo o a parlare di nuovo di loro senza esserne infastidita.
[x] -miyavi- perchè sì ò_ò perchè è stato un concerto magnifico e mi sono divertita tanto, non ho smesso di ballare e cantare un solo attimo, perchè sono sempre stata dalla sua parte anche se in tanti se la sono presa con lui perchè ha cambiato stile... ma diobon, saranno fattacci suoi?!
[x] Kagerou, anche se mi hanno fatta soffrire in modo indicibile quando si sono sciolti, rimangono uno dei gruppi che amo di più, perchè Daisuke ha una voce particolarissima e loro non hanno mai perso la loro identità.
[x] KuRt, idem come sopra, e credo che sarebbero potuti diventare davvero dei giganti della scena rock giapponese, se non si fossero sciolti, perchè le loro canzoni spaccano davvero tantissimo.
[x] (non metto i Dir en grey, anche se c'erano nel coso prima... perchè no <.< non fate domande) heidi., perchè mi sono piaciuti subito e veramente tanto non appena Gio me li ha fatti conoscere, e Yoshipuccio ha una voce davvero bella.

9 canzoni live che mi sono rimaste nel cuore:
(non ho visto abbastanza live u_u quindi metterò più canzoni per uno stesso gruppo eee... conto anche i dvd, va bene? ò_ò)
[x] Ganges ni akai bara - the Gazette (live @ Colonia 21.10.2007) (la rosaaaaH ç_ç)
[x] Taion - the Gazette (live @ Colonia 21.10.2007)
[x] Kimi ni negai wo - miyavi (live @ Bonn 29.07.2007)
[x] Itoshii hito - miyavi (live @ Bonn 29.07.2007)
[x] Buriki no hata - Kra (Court of Justice dvd)
[x] Juunana Sai - the Gazette (Heisei banka dvd)
[x] Reddish - D'espairsRay (live @ Trezzo <.< 14.11.2006)
[x] Toguro - the Gazette (live @ Colonia 21.10.2007) (<.< avevo promesso di non scrivere solo canzoni dei gazette, ma non ci sono riuscita, coff.)
[x] Question? - alice nine. (Hello dear numbers dvd)

9 amori jrock:
[x] Ruki - the Gazette (perchè è la cosa più dolce e troia allo stesso tempo che io abbia mai visto... mette su altri due chili e lo vado a rapire, lo giuro ç_ç)
[x] Kiyoharu - SADS (perchè quella voce mi uccide)
[x] Tsukasa - D'espairsRay (perchè è perfetto porco mondo...)
[x] Yasuno - Kra (BUHUHUHU T___T)
[x] Nao - alice nine. (perchè lo adoro comunque anche adesso, è così scemino...)
[x] Daisuke - Kagerou (è un omino dolce ç_ç)
[x] Ryoki - KuRt (l'avete mai visto? se l'aveste visto non avreste bisogno di chiedermi perchè...)
[x] Hiroki - D (per colpa del mio feticismo per i piercing all'ombelico)
[x] Kanoma (.............perchè sì..............ecco.)

9 outfit che ti sono piaciuti particolarmente:
[x] Ruki nel video di Shiikureta haru, kawarenu haru... il vestito è magnifico, i capelli ed il trucco ancora di più..... *ama i visualoni darkettoni*
[x] Nao nel video di Kowloon... quei pantaloni gli facevano un culino da favola ò_ò
[x] Yuura in mutaku to mutaku to XDDD perchè è tutto leopardatone<3 ed ha una pettinatura meravigliosa.
[x] miyavi in Itoshii hito o_o anche se Elena dice che sembra la Madonna dei sette dolori...
[x] tutti gli alice nine. in Shunkashuutou T_T perchè ho un feticismo per le divise scolastiche.
[x] KIYOHARU IN PORNO STAR, PERCHè è UN PORCO. *coff*
[x] Ruki in Taion, quella carta igienica bianca ha per me un fascino oscuro...
[x] Uruha in Guren O_O trovo che abbia degli abiti stupendi, davvero...
[x] Daisuke dei Kagerou nel servizio dov'è vestito da donna XD perchè mi ha procurato delle risate immani grazie alla gente che me le ha passate dicendomi che era sua moglie XD oddio..... se ci penso ancora rido, oddio........


TUTTO QUESTO POST INUTILE LO SAPETE PER DIRE COSA?
"Reita jumps onto the stand next to Ruki and warps an arm around Ruki’s neck, pulls him close. Ruki grins and leans to whisper something in Rei’s ear, and Rei grin at whatever was told. They both look at us before Ruki moves towards Reita’s ear again. Reita leans down, expecting another whisper, but gets RUKI’S TONGUE instead! Yes ladies and gentlemen, Ruki licked Reita’s ear, and no, Rei wasn’t expecting it cos he almost jumped a mile. The smirk…that naughty and satisfied smirk on Ruki’s face spoke volumes XD
Reita  jumped off, and now that his toy was gone, Ruki allowed his hand trail up and down his own body."
Quote ->
http://toujin1.livejournal.com/106101.html

AAAAH, SONO UNA DONNA COSì FELICE ç_ç


OkuRibi
martedì, 11 marzo 2008 alle 20:36

avete commenti (15)?


Guren

L'altra metà della mia persona mi chiese di fare un aggiornamento a minchia così può commentare...

 ♥  ♥  ♥  NUOVO TEMPLATE  ♥  ♥  ♥

Ecco T_T va bene Ganna?
Mi sforzo persino di scrivere qualcosa... ecco... tipo che sono una donna in fissa (e quando mai)... E che forse editerò in seguito se finisco di scrivere "quella" ff.
RUKI QUANTO SEI BELLO T_T e ghei anche, sì ♥♥
 

[EDIT]
Oggi è il 29 Febbraio, ed il 29 Febbraio esiste solo una volta ogni quattro anni.
Oggi mio fratello mi ha guardato, un lungo sigaro cubano tra le dita, e mi ha detto che ha finito il suo terzo romanzo, perchè oggi è il 29 Febbraio.
Mi ha detto anche che ha mandato un curriculum in un posto dove non l'avrebbe mai mandato, perchè oggi è il 29 Febbraio.
E che stava fumando un sigaro cubano, perchè un uomo quando diventa padre fuma un sigaro, e lui è diventato padre per la terza volta, sì, il suo terzo romanzo.
Sono invidiosa del suo dono ed è inutile negarlo, no? Anzi, forse è una cosa che sanno tutti, ormai.
Ma mi ha detto che se avevo qualcosa che non riuscivo a fare, dovevo farla oggi, per forza.
E... ebbene sì, avevo il blocco dello scrittore.
E... come al solito, mio fratello aveva ragione.

Guren, il fiore di Loto rosso.

Il fiore di Loto rosso.
È il senso di vuoto che accompagna un amore che finisce.
È la malinconia dietro alla consapevolezza che questa volta è per davvero, che nessun bacio nessun sorriso nessuna canzone d’amore rimetterà insieme i cocci di quel rapporto malato.
È quella domanda, troppo dolorosa per essere formulata ad alta voce, ma alla quale ti sei già risposto tante volte.
“È colpa mia?”
Lo è, lo è sempre stata, sin dall’inizio.
La colpa di esserti lasciato scivolare tra le braccia di qualcuno che non era l’uomo che volevi, colpa di aver guardato i suoi occhi e non aver abbassato il tuo sguardo, il tuo sguardo
Colpevole.
Colpa di aver giurato un amore non vero, lasciandoti cullare da una dolce atmosfera che ti faceva credere alle tue stesse bugie, colpa di aver ingannato qualcuno che non si è mai lasciato ingannare davvero.
È quel ti amo sussurrato a labbra schiuse, quella risposta che ti sentivi ogni volta in dovere di dare, ad occhi chiusi, a mente persa, annebbiata dal ricordo di un altro uomo,
colpevole.
Lasci che le lacrime ingoino la tua colpevolezza in qualche singhiozzo ben costruito, costruito come tutto il resto della tua tenera personalità.
Nella tua mente ora solo frammenti di conversazione che vorresti dimenticare, quando lui, lui – credevi davvero che avrebbe accettato tutto per amore? – ti ha sbattuto davanti agli occhi tutta la tua colpevolezza, persino ciò che nemmeno avevi notato, eri davvero così innamorato?

“Tutte le canzoni sono per lui.

E tutti i tuoi sguardi sono per lui.

Pensi a lui quando mi baci, e quando mi dici che mi ami.

Pensi a lui quando facciamo l’amore – abbiamo mai fatto l’amore, Taka?

Rispondimi, l’abbiamo mai fatto?

Non rispondermi, no, non ti crederei comunque.

Non ti ho mai creduto.”


Non ha accettato tutto per amore, non ha accettato di non vedere più, ha aperto gli occhi dopo quelli che ti sono sembrati secoli – è durata molto, la vostra storia malata costruita sulle tue dolci bugie, vero?

Mentre piangi cominci a chiederti cosa ti ha reso così debole, ti chiedi dov’è quel ragazzo dolce che riesce a consolare chiunque con poche parole di cui parlano tutti, nelle interviste, ma sei solo

Colpevole.

Colpevole di esserti costruito una personalità falsa, dietro la quale rifugiarti quando piangi per amore, quel comodo giaciglio fatto di bugie che ti culla quando non vuoi ammettere a nessuno, nemmeno a te stesso, il fatto che ti compiace usare qualcuno al solo scopo di dimenticare i tuoi dolori.

Ti compiace sentirti amato, ti compiace essere vezzeggiato e coccolato da un amante che per te farebbe di tutto, ti compiace essere quello potente nella coppia, perché, una volta, l’uomo di cui ti sei innamorato ti ha detto una frase, e…


“Chi ama di più è sempre così debole… come lo sei tu. Non amare, non farlo più, ok? Così non dovrai più soffrire.”

“E se mi dovessi innamorare di nuovo?”

“Allora chiudi gli occhi e dimentica.”

“È possibile dimenticare, Ryo?”

“Io sto dimenticando.”


Ed hai capito troppo tardi che era te che voleva dimenticare.

L’hai capito quando ormai l’hai visto felice, l’hai capito quando tra le sue braccia hai visto stretta una persona, e non eri tu.

L’hai capito troppo tardi perché eri troppo preso dai tuoi problemi, tutto il mondo era preso dai tuoi problemi, colto e impietosito dalle tue struggenti canzoni d’amore non corrisposto.

L’hai capito quando ormai eri già innamorato di lui, e non hai potuto fare a meno di chiederti se avresti potuto rovinare la sua felicità con qualche confessione inopportuna.

E non ti sei evitato di porti quell’altra domanda, quella che hai finto di non sentire, a cui hai comunque dato una risposta.

“Sono davvero così egoista?”

E lui ti aveva detto una bugia, non è possibile dimenticare, tu non ci sei riuscito.

Non ci sei riuscito nemmeno alle spalle di altri, nemmeno sfruttando l’altrui dolore e l’altrui amore per cullarti nell’innocenza di un sentimento non ricambiato, chiudendo gli occhi, immaginando il tuo amore sopra di te, non sei riuscito a dimenticare e sei riuscito solo ad amare ancora di più, diventando colpevole e

Egoista.

L’egoismo fine e sottile, quello proprio solo delle persone innamorate, quello che ti porta a credere che solo tu potresti far felice il tuo amore – è una bugia, te ne rendi conto, vero?

Quell’egoismo delicato e malinconico, ormai è entrato a far parte del tuo carattere, scende nelle tue viscere appropriandosi dei tuoi pensieri, mostrandosi nelle tue parole, nei tuoi sguardi, nelle tue canzoni – per lui.

Il fiore di Loto rosso.

È quell’egoismo che è sbocciato dentro di te, un fiore arrossato del sangue della ceca gelosia, il sangue che vedi chiudendo gli occhi, sempre, di chi è quel sangue?

Del cuore che hai volontariamente spezzato e lacerato, non ignorandolo ma stringendolo a te?

Il fiore di Loto rosso è quel bacio, a labbra schiuse e pieno di passione, quel bacio regalato al tuo dolce chitarrista, quel bacio imposto per soffocare una dichiarazione d’amore che non avevi più voglia di sentire, forse, sicuramente, per poter immaginare una voce che non era la sua.

Ti eri sentito stranamente forte nel tuo sentimento, in quel momento, forte nell’affetto che provavi per lui, convinto che saresti riuscito a trasformarlo in amore, se solo –

Colpevole. Egoista. Bugiardo.

Se solo avessi risposto alle sue parole con identiche parole, il fiore di Loto rosso, quel bacio poco desiderato e quel “ti amo” recitato, a memoria, ad occhi chiusi, mentre il volto di un altro uomo si delineava impassibile nella tua mente, e ti sembrava che fosse lì per giudicarti.

Il fiore di Loto rosso è morto, dentro di te, quando sei caduto nella consapevolezza che un amore non si può dimenticare, un amore è impossibile da dimenticare – a volte – sempre.

Ti sei reso conto che tutto di te, del tuo tenero carattere minuziosamente costruito nelle notti insonni, è pregno di ciò che non sei riuscito a dimenticare, che sei ancora colpevole, egoista, bugiardo e

Innamorato.

Il fiore di Loto rosso.

È quel pianto che non sei riuscito a trattenere, quelle lacrime che hai versato quando la tua amara storia cresciuta di bugie è finita, quelle parole che ti sono scivolate dalle labbra, per sbaglio, per forza, scivolate addosso all’uomo di cui sei davvero innamorato, scoprendoti per lui.

È il tuo vero carattere, quel buio nel tuo cuore impossibile da capire e impossibile da guarire, quella porta che hai accettato di aprire solo per lui, piangendo, e mordendoti le labbra, e dandoti la colpa, e dandogli la colpa, sibilando parole che non sapevi di voler dire.


Perché se non mi avessi detto che era possibile dimenticare, io non ci avrei mai provato.

Perché se non mi avessi mostrato la tua dolcezza non ci sarei cascato e…

Perché se non ti avessi conosciuto non avrei smesso di soffrire per amore, un amore non ricambiato, quello per qualcuno che non mi meritava.

Perché se non ti avessi conosciuto non avrei ricominciato a soffrire per amore, un altro amore non ricambiato, quello per qualcuno che so essere la persona giusta per me – sei tu, Ryo, solo tu, e…


Il fiore di Loto rosso.

È quel bacio lieve e dolcissimo, quell’abbraccio nel quale ti sei sentito affondare, completamente, è il sussurro che ti ha rassicurato, è il sentimento nuovo che è nato dentro di te, facendoti dimenticare di tutto il resto.

È la tenerezza che ti ha permesso di affogare nella tua colpevolezza, nel tuo egoismo, nella tua ceca gelosia, è la tenerezza che ha dato un senso ai tuoi anni pieni di canzoni d’amore dedicate ad un amante senza un volto – nella tua mente, è sempre stato solo lui.

Il fiore di Loto rosso.

È un bambino che aspetta di nascere, la consapevolezza che è impossibile smettere di amare.
Non solo per te.

...fine ♥
Uh ;_; nel caso non si capisse - sono una chiavica con ste cose - le coppie sono Uruha e Ruki (quella che si sfascia) e Reita e Ruki (quella che si forma).... E NON DITE CHE SONO FISSATA.

Sayounara onigiri  



OkuRibi
giovedì, 28 febbraio 2008 alle 21:15

avete commenti (19)?


Le vicissitudini di cinque donne, una rivista e tre giapponesini.

Duuuunque. Mi venne fatto notare che, forse forse, sarebbe stato carino se io avessi aggiornato il blog. Forse. Uhm.

70 commenti sono una mareeea *_* nemmeno ai tempi di truzzo snobbino (aah, che mi contattò di nuovo eh? Ma la nostra conversazione non fu così interessante questa volta, dato che la sottoscritta non si ricordava della sua esistenza… mah… grazie msn per sbloccarmi contatti a caso comunque =_=) avevo così tanti commenti! *_* E tutto questo è grazie agli idol, ovviamente. Ma non solo! Ci siamo infatti accanite contro un’altra mandria di pirla della rete questa volta: le scrittrici di MarySue. Aaah ç_ç che cose commoventi accadono al mondo… quanto mi diverto ad essere cattiva!

Ultimamente la mia vita è talmente interessante, infatti, che mi trovo a combattere contro tanti nemici diversi. Il primo è il branco di MarySue-autrici, che uccidono l'italiano a colpi di mouse ed sms, e noi, impavide paladine che rispondiamo al nome di SSUKE (Sexy Slutty Uke Kame Ergonomico ù_ù) ci sentiamo ovviamente in dovere di difendere la nostra amata (?) lingua madre. E cosa abbiamo in cambio? Non ringraziamenti ed inchini da queste povere fanciulle fermamente convinte che l'uso della doppia sia opzionale, no... Veniamo insultate! Mondo crudele! Destino crudele! T_T
Il secondo nemico contro cui mi trovo spesso a combattere è ben più feroce e spietato però. È il grande mostro del ferretto del reggiseno °_° lo odio. LO ODIO! Cioè quando meno me lo aspetto il ferretto esce e mi accoltella. La gente mi vede ovunque accasciarmi su me stessa con una mano sul cuore, cioè ç_ç ho spaventato mio fratello anche, pensava mi stesse venendo un infarto… Ora. Io non capisco perché a me. Perché tutti i miei capi di intimo hanno deciso di ribellarsi? È forse un modo per dirmi di arrendermi alla gravità? Che poi non ho tutte ste tette, e io non capisco, cioè, prendetevela con qualche tettona, non con me… Mondo crudele! *e due* T_T

 

Voglio mettere Subaru che canta Saint Seya come suoneria. E anche nel blog. E anche come sveglia. E come tutto. E io amo quell’uomo. T_T *una donna ormai innamorata* Grazie Serena che me l’hai passata T_T mi illumina la vita… *è incoerente ultimamente, lo sa, non c’è bisogno che glielo ripetiate.*

In verità come sveglia ho sempre Guren… praticamente mi desto alla mattina rotolando nel letto con aria felice *_* mugolando le parole che ho capito di quella canzone (che mi sanno di porno o_o il che non sarebbe poi così strano, ecco, trattandosi di quel nano infoiato che non è altro ♥ no, no, parlo di Ruki, non di Yassan o_o *tra nani infoiati non si sa mai* uhauhauha e word mi correggeva infoiato con ingoiato XD *si diverte con poco*) e inventandomi quelle che non ho capito ;O; quindi quoto l’altra metà della mia persona, Ganna non vede l’ora di sentire quella canzone dal vivo. Perché so che succederà tra non moltissimo tempo, deve essere così è_é altrimenti vado in Giappone a rompergli le palle mentre si fa l’idromassaggio con Reita per farmela cantare. (Ogni riferimento a cose o giocate di ruolo realmente esistenti è puramente casuale ♥) Sì, in caso non si fosse capito, sono già fortissimamente in crisi d’astinenza da concerto dei Gazette. E ho fatto un test sul jrocker preferito (sìsì, sono uguali a quelli dei j-popper… idol magari si chiamano o_o) e mi sono venuti primi a pari merito Ruki e Kiyoharu E IO NON SONO UNA DONNA FISSATA, VA BENE? Poi al secondo posto c’era Kai ovviamente, sempre perché Ganna si scambia le fisse ù_ù””

 

Però *_* ora è giunto il momento di parlare del vero motivo per cui ho aggiornato. Che non è il fatto che il post precedente abbia raggiunto e superato i 70 commenti (…), cioè, ANCHE, ma soprattutto è per narrare le vicissitudini di cinque fanciulle, una rivista di idol e tiratori di arance che fanno i marpioni! *_*

Domenica siamo giunte in quel di Ivrea per guardare il carnevale, quel pittoresco evento dove gente divisa in squadre si saccagna di arance sotto alla pioggia *_* che io e Elena avevamo amato già l’anno scorso, trovando infiniti esempi di Shounen ai anche tra i tiratori di arance. Quest’anno faceva un freddo notevolmente porco, pioviccicava, Ali povera cucciola era mezza morta per la febbre ma è venuta comunque T_T, Elena non era morta di sonno come l’anno scorso XD, io e Sara con tutto il freddo porco eravamo in minigonna (sì, mi piace dire porco o_o), e i capelli di Serena sono stati presi di mira dai camerieri del ristorante XD

Comunque *_* dicevo. In quel di Ivrea io e Sara abbiamo dato prova per l’ennesima volta che i nostri stomaci sono senza dubbio pozzi senza fondo XD e credo di aver bevuto una sola goccia d’acqua in tutto il girono, solo alcolici, solo alcolici *_* ed un fragolone di zucchero gigante ♥ (Ali voglio la foto *_*), abbiamo vagato bestemmiando per il freddo, siamo entrate gratis, ci siamo quasi erroneamente buttate nella mischia, abbiamo risposto male ad un aranciere marpione, abbiamo fatto amicizia (leggi: sconvolto per sempre l’esistenza) con tre giappini. *_*

STOOOP! Tre affermazioni meritano una spiegazione direi ù_ù voi non direste? Io dico… *non è normale* L’entrata gratis è stato un colpo di genio *_* cioè, modestamente. No, balle balle, è stato tutto merito di una certa arma letale chiamata minigonna in verità u.ù … In breve (…), Alice è entrata vedendo arrivare un fiume di gente, esibendo la carta d’identità da residente, e andando al di là del recinto. Alchè si è messa a farci strani segnali di fumo, del tipo “oh entrate ora fingete di essere di qui accodatevi alla gente su forza muovetevi pirle” che noi ovviamente non abbiamo colto *-*” guardandola con espressione ebete, per intenderci, esattamente così -> °o° e ovviamente è andata avanti la sottoscritta, che è sempre la solita faccia da culo. E siccome sono sempre la solita faccia da culo, quando il tizio mi ha chiesto “Quanti anni hai?”, io gli ho risposto, con tanto di sfarfallamento di ciglia u_u “Tu quanti me ne dai? *_*” e il tizio si è messo a ridere e ci ha fatte passare x3 uhauhauha ♥ e fu così che fregammo il sistema un’altra volta *_*

La seconda affermazione (ovvero della risposta brutta ad un aranciere marpione u_u) è molto più veloce e indolore da raccontare (no, bugia, la verità è che non vedo l’ora di arrivare alla terza), un tizio completamente coperto di liquido di arance, fango, e merda di cavallo mischiate o_o ha avuto la geniale idea di provarci con noi XD che voglio dire, nemmeno fossi Jin Akanishi conciato così io ti……..NO, OK, QUELLA è UNA BUGIA. Ma comunque non era sto granchè quel tizio, anzi u.ù e infatti ci siamo appolpate tra noi fingendo come al solito il nostro bravo lesbismo per disfarcene *_* ci è rimasto male povero coso.

Ma ora arriviamo al culmine della giornata XD quando abbiamo lasciato che la povera Ali malaticcia T_T tornasse a casa, è giunto il treno, ovviamente ripieno peggio di un carro bestiame. Ci siamo messe a correre cercando una carrozza semi-vuota, e l’istinto-giappo di Sara ci guidò esattamente dove c’erano due giappine pucciose ed un giapponesino che aveva tutta l’aria di essere gayssimo *_* Uhauhauhauha è stato un colpo di genio amore ♥♥♥ solo tu potevi riuscirci *_* Il vero colpo di genio, comunque, arrivò quando in tono per niente basso ci siamo messe a dire a Sere “prendi potato prendi potato prendi potatoooo così ci vedono e facciamo amicizia *_* gneee” esattamente in questo modo idiota, sìsì. Dopo una discussione di almeno dieci minuti (…) sul fatto che dovrebbero cambiare nome alla rivista e chiamarla “Patati”, abbiamo cominciato a sfogliarla, causando un fruscio di risatine isteriche da parte dei tre nippi a tutti i nostri commenti. Noi, ingenuamente, pensavamo che fosse perché, sì, insomma ù_ù sarebbe come andare in Giappone e vedere quattro ragazzine parlare di Scamarcio ecco °_° quindi abbiamo continuato indisturbate a urlare cose come “perché Yamada se lo prende da Kame sìsì *_*” oppure “certo che tra Ryo e Pi in yukata non so chi è più gnocco” o ancora “Nino quanto sei indescrivibilmente puccio ;O;”. Momenti indimenticabili furono Sara amore che urlò “iku!” (…), il fatto che ogni volta che parlavo di Tackey il giappino scoppiava in una risata convulsa e preoccupante o_o, e soprattutto che quando siamo arrivate al paginone di Sho Sakurai, il giappino in questione si è quasi girato il collo a 360° per guardarlo *_* cosa seguita ovviamente dai nostri numerosi commenti su quanto ci sembrava gay quell’adorabile fanciullo. COSA VERA, oltretutto, visto che diceva “atashi” e commentava con un “sugoi” ogni volta che le due ragazze parlavano dei NewS o degli Arashi. Ora. ORA. Indovinate?

PARLAVANO ITALIANOOOOOOOO XDDDDDDDD *si sotterra per il numero insormontabile di figure di merda che si sono fatte* cioè XDDDDD vi rendete conto? XD Volevo morire!

Il giappino ha detto una cosa come “dovremmo dirglielo che capiamo?” e noi ci siamo praticamente morte sul colpo XDDD però è stato bello *_* soprattutto il momento in cui ci siamo trovate a sapere più informazioni di loro sugli Hey!Say!Jump! ;O; che insomma, io continuavo a indicare Yamada, e loro non mi cagavano T_T e facevo “Yamada *_* Yamada *_* Yamada *_*” in continuazione… e loro niente… ce l’avevano con quell’altro T_T ecco. Però almeno ad una delle due piaceva Yuri Chinen ù_ù quindi abbiamo trovato un punto d’incontro sui bimbi. Ecco.

Ma. Comunque. VI RENDETE CONTO DELL’ASSURDITà DELLA COSA, NO? XD Addirittura abbiamo visto più drama noi di loro… e il giappino rideva tutto il tempo come un coglione XD è stato magnifico. ♥♥♥♥ Troppo.

 

Mi sono rotta di aggiornare *_* visto che ho anche dovuto riscrivere tutto, fottuto pc.

Vi lascio con una perla di saggezza ù_ù

 

*Fratello di Gaia che guarda i Cavalieri dello Zodiaco, salta in piedi e urla, indicando la televisione.*

“Oooooh guarda! *_* Il gay pride!”

*Gaia osserva attentamente il luogo dove si sta consumando la “battaglia”, con espressione +uum+.*

“Dov’è Andromeda?”

*Fratello scuote la testa, rassegnato.*

“Sarà dalla parrucchiera…”

 

E con questo, vi saluto! *_*

Culo! Comenich \°v°/

 

Sayounara Onigiri


OkuRibi
martedì, 05 febbraio 2008 alle 23:27

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私は...


OkuRibi.

Okuribi scrive perchè al mondo non è tutto pinky love, scrive perchè preferisce tutto ciò che non lo è. Scrive di tutte le sfumature più amare,
scrive dello sporco che sta dietro la perfezione.
Raccoglie storie da immagini, parole e canzoni,
e poi le ferma qui, per qualcuno,
se qualcuno dovesse trovarle interessanti.


Gaia,

torinese, 20 anni.
Studentessa di lingue, scrittrice a tempo perso, ex ballerina di una compagnia di danza contemporanea.
Folle innamorata del suo Cielo su Torino,
della sua città e dei suoi momenti con lei.
Amante del rock, della cucina etnica,
del cinema e della letteratura contemporanea.
Vuole arrivare lontano, ma è troppo pigra per farlo.
Adoratrice dei Gazette,
fan convinta di D'espairsRay, Kra e alice nine
non si fermerà fino a che non li avrà visti tutti in concerto, almeno 10 volte l'uno.
Drogata di Dorama giapponesi.
Reituki addicted.

DISCLAIMER

Le storie contenute in questo blog sono a tematica omosessuale. C'è uso di linguaggio esplicito, descrizioni di scene di natura sessuale, violenza. Nulla di ciò che viene descritto è realmente avvenuto, nè sono in alcun modo in contatto con coloro che hanno prestato la loro immagine per questi racconti. Quindi, l'immagine appartiene a loro stessi ed alla PScompany; le storie appartengono a me.

好き...

the GazettE. Ruki, la sua Voce, le sue Parole.
i SADS e Kiyoharusama.
il Silenzio, la Musica.
i Subsonica e il mio Cielo su Torino.
Jeff Buckley. Damien Rice. Kè.
la Solitudine. le mie Amiche.
Bathroom. Juunana Sai.
il Giappone, la sua lingua.
Yukio Mishima. Banana Yoshimoto.
Nana. Death note. Gravitation.
I dorama. Nobuta wo produce.
scrivere Fanfiction, lo Yaoi.
il Piccolo Principe. Niccolò Ammaniti.
Dell'Amore e di altri Demoni.
i Film che finiscono male.
i Libri e i Racconti di Gabriel Garçia Marquez.
tradurre i blog degli alice nine
e convincere il mondo delle loro storie d'amore.
sapere che con certe persone
va bene anche il Silenzio.
il venerdì sera cinese&cinema con Chiara.
la Caipirovska, il Cuba libre e
la sangria di mio fratello.
I gatti. La mia Pimpa.
Yamashita Tomohisa. Akanishi Jin.
il gelato allo yoghurt, i coniglietti di Natsu.
il mio Abete di 12 metri.
Scrivere. Ballare.
avere una fissa nuova ogni mese e parlarne fino alla morte con Anna.
Reituki.
NaoxSaga. Pin. KokixKame.
Gokusen 3. RenxYamato.
Haruma Miura perchè è adorabile.
Yuya Takaki perchè è un Jinwannabe.
la Fiera della Demenza mia e di Sara.

嫌い...

la Falsità. l'Ipocrisia.
il dover passare il tempo con persone
con cui non voglio stare e
non poter avere quelle con cui vorrei passarlo.
il Silenzio. la Solitudine.
svegliarmi presto. le lezioni interminabili.
avere perso certi Amici
e non avere capito Perchè.
il fatto di vivere in Italia.
il Liceo che fortunatamente ho finito.
la Birra. gli Orologi. la Playstation. le "Preve".
le persone che non dicono le cose in faccia.
quelli che insultano senza conoscere.
quelli che credono di conoscermi,
ma poi parlano solo di sè stessi.

le prese in giro da gente di cui mi fido.
i negozi che non fanno i Saldi.
prendere il pullman tutti i giorni, prendere il treno per 10ore.
il genere umano, a volte.
l'Ansia. la Paura di non riuscire.

曲と音楽

the Gazette. SADS.
Kra. D'espairsRay.
Miyavi. alice nine. Kurt.
heidi. Kagerou. the Studs.
Kiyoharu. Kuroyume.
Lareine. New Sodmy. Sid.
Dir en grey. Luna Sea.
Bump of Chicken. Billy.
Vidoll. D. Deathgaze.
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Hey!Say!JUMP. Kat-tun.
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Translation: Okuribi (c) Crucify Sorrow
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La fine del nulla...

Kyomu no owari, Hakozume no mokushi
La fine del nulla, un’apocalisse chiusa in una scatola


Osservo i miei respiri edificare le ombre, persino la mia espressione in volto si fa più debole.

Sulla pelle che non cadrà da questo volto distorto
Stringo un laccio marcito, con una silente violenta emozione

Gli occhi che prosciugano la verità, apriranno le loro labbra non tremanti solo domani.

Non faccio altro che rimanere a fissare questa piccola scatola
L’oscurità sprofonda sino al fondo.

Sono dolorosamente affascinato dalla domanda “perché?”
I miei occhi inondati straboccano, quale sarà la prossima attrazione che metterò al mondo?

Indico il frammento che viene proiettato, per poterlo ricevere dovrei rivelarne la radice.

Quali sono le mie intenzioni e cosa voglio comunicare?
Da cosa dovrebbe riuscire a salvarmi l’insignificante delucidazione della mia anima?

Persino in questa piccola scatola
L’oscurità sprofonda sino al fondo.

Sono dolorosamente affascinato dalla domanda “perché?”
I miei occhi inondati straboccano, continua a ripetersi.
Sono dolorosamente affascinato da questa solitudine.
Cosa dovrebbero cercare i miei occhi, che non sono altro che torbidi?

Tutto è più pesante di una semplice parola proibita qui…


FANFICTIONS listing

Bathroom
(the Gazette)
angst.
1/1 - RukixUruha [1]

Come on Closer
(the Gazette)
9/9 - UruhaxRuki, KaixAoi; ReitaxAoi ReitaxUruha (mentioned)
fluff/angst.
[1][2][3][4][5]
[6][7][8][9]

Forbidden Wish
(the Gazette)
1/1 - ReitaxKai [x]

Baka!
(the Gazette)
1/1 - ReitaxAoi [x]

The weird side of me
(Dir en grey/An cafè)
1/1 - KyoxMiku [x]

Two sides
(the Gazette)
9/9 - ReitaxUruha, ReitaxKai
angst, drammatica.
[pro][1][2][3][4][5]
[6][7][8][9]

Stupid little thing called love
(the Gazette)
1/1 - KaixAoi [x]

Ashita wa seiten naare [incompleta]
(alice nine.)
6/? - NaoxSaga
angst, romantica, AU.
[1][2][3][4][5][6]

Space Dementia
(alice nine.)
2/2 - HirotoxShou
fluff [1] [2]

Beside you
(the GazettE)
1/1 ReitaxRuki [x]

Uruha.
(the GazettE)
1/1 onesided [x]

Kare no Uta
(the Gazette)
1/1 ReitaxRuki [x]

Guren
(the Gazette)
1/1 UruhaxRuki, ReitaxRuki [x]

13
(the Gazette)
2/13 Ruki, Reita, Uruha
angst, romantica, introspettiva.
[1][2]